Le criptovalute sono passate dall’essere un fenomeno di nicchia a un interessante asset di investimento. Molteplici persone sono state attratte inizialmente dalla potenzialità di un guadagno considerevole supportato dall’innovazione tecnologica e ad oggi ci sono numerosi aspetti che possono essere valutati.
Affinché tutto proceda in maniera corretta è determinante prestare attenzione agli aspetti fiscali, considerando che in Italia i proventi generati devono essere dichiarati correttamente. Approfondiamo meglio l’argomento.
Dichiarazione guadagni criptovalute, come si fa?
L’investimento in criptovalute è affascinante, eppure non tutti sanno che i guadagni ottenuti attraverso la compravendita sono tassati e considerati quali redditi diversi di natura finanziaria. Il consiglio è di rivolgersi a esperti e di approfondire l’argomento sui siti di settore, come per esempio tassetrading.it, al fine di non inciampare in multe o sanzioni.
Che cosa significa? Per chiarire in maniera concreta, se nell’arco dell’anno fiscale si realizzano plusvalenze superiori a 2.000 euro, tali profitti andranno dichiarati e tassati con un’aliquota del 26%. È altresì vero che la situazione potrebbe cambiare, infatti per il 2026 è previsto un possibile aumento al 33% (si era ipotizzato 42%), seppur sia ancora tutto da valutare.
Cosa bisogna fare concretamente per essere in regola con il Fisco?
Compilare il quadro RW
Le criptovalute in possesso devono essere elencate nel quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche, benché non sia stato realizzato alcun guadagno. Il quadro di cui sopra è dedicato al monitoraggio fiscale delle attività detenute all’estero e comprende le criptovalute conservate sui wallet digitali o sulle piattaforme straniere. Il valore da dichiarare è quello al 31 dicembre dell’anno fiscale di riferimento, convertito in euro, secondo il tasso di mercato disponibile.
Dichiarare le plusvalenze nel quadro RT
Se la vendita ha conseguito un guadagno, il soggetto è chiamato a indicarlo nel quadro RT atto a raccogliere le plusvalenze di natura finanziaria. Lo spazio è dedicato all’inserimento di alcuni dettagli inerenti alle operazioni svolte, specificando gli importi e le date. In caso di controlli è bene poter mostrare ogni tipo di documento, compilato in maniera chiara e precisa.
Altri redditi da cripto-attività
In alcuni casi, le criptovalute possono generare redditi diversi dalla compravendita. Si tratta dello staking, del lending o di premi ricevuti tramite airdrop. Allo stesso modo tali importi devono essere dichiarati, generalmente nei quadri RM o RL, a seconda della loro natura.
Cosa cambia con la tassazione più alta?
L’eventuale passaggio da un’aliquota del 26% a una del 33% (da confermare), previsto dalla bozza della Legge di Bilancio 2025, rappresenterebbe un cambiamento importante nel modo in cui l’Italia tratta fiscalmente gli investimenti in criptovalute. Se dovesse entrare in vigore, le persone interessate dovrebbero comprendere quali potrebbero essere i cambiamenti.
Profitti più bassi
Una tassazione maggiore ridurrebbe significativamente i guadagni netti. Per fare un esempio concreto: su una plusvalenza di 10.000 euro, con l’attuale aliquota resterebbero 7.400 euro, mentre con la nuova il guadagno sarebbe minore.
Necessità di strategie più mirate
Con un carico fiscale elevato, gli investitori saranno spinti a pianificare in modo più accurato le proprie operazioni. Gli aspetti strategici dovranno di conseguenza valutare le varie operazioni, con un’accortezza maggiore.
Impatto sui piccoli risparmiatori
Coloro che investono piccole somme potrebbero essere scoraggiati a continuare. L’aumento delle tasse, unito agli eventuali costi di consulenza o dichiarazione, potrebbe rendere l’investimento in criptovalute meno attrattivo per chi non dispone di capitali significativi.
Quali sono i vantaggi delle criptovalute?
Le criptovalute mantengono un forte fascino e offrono numerosi vantaggi, tali da attirare maggiori investitori da ogni parte del mondo. In generale, i seguenti sono i benefici considerati tra i maggiormente notevoli.
Decentralizzazione
Uno degli aspetti apprezzati riguarda la mancanza di controllo centrale. Le criptovalute non dipendono dalle banche o dai governi e funzionano attraverso una rete decentralizzata, che le rende resistenti alle inflazioni.
Accessibilità e velocità
Con un semplice smartphone e una connessione a internet, chiunque può acquistare o trasferire criptovalute, con le transazioni che avvengono in pochi secondi.
Potenziale di crescita
Il mercato è in continua evoluzione, seppur volatile. Nel tempo ha dimostrato di offrire possibilità di guadagno di alto livello, in particolar modo per coloro che hanno saputo gestire l’investimento in maniera corretta.
A cosa fare attenzione?
Investire nelle valute digitali può essere redditizio, seppur ci siano degli aspetti alla quale è determinante porre attenzione.
Volatilità dei mercati
Il valore può variare drasticamente in pochi minuti. La volatilità è parte integrante del mercato e, se da un lato offre opportunità, dall’altro comporta rischi notevoli.
Sicurezza dei wallet
È bene custodire tali investimenti con attenzione, utilizzando dei wallet affidabili e attivando le misure di protezione disponibili, tra cui l’autenticazione a due fattori, affidandosi a soli esperti.
Aggiornamento delle normative
Le leggi che regolano il settore sono in continua fase di sviluppo e possono variare rapidamente. Si suggerisce di restare aggiornati e non perdere i dettagli previsti dalle normative vigenti in Italia.
Obblighi fiscali stringenti
Come ampiamente argomentato, altresì chi non realizza dei guadagni è obbligato dichiarare la quantità di criptovalute nel quadro RW per la dichiarazione dei redditi (per questo è importante avvalersi di professionisti del settore). La mancata dichiarazione può comportare sanzioni significative, indipendentemente dall’effettivo profitto.