Conviene optare per PAC su ETF o fondi? L’analisi di SoldiExpert SCF con le informazioni necessarie

Milano 23 gennaio 2024- In situazioni in cui si riesce a mettere da parte una quota del proprio stipendio ma si nutrono timori riguardo agli investimenti in Borsa, è frequente che un consulente finanziario o una banca consiglino la sottoscrizione di un Piano di Accumulo del Capitale (PAC). Si tratta di un investimento mensile a rate, più o meno del medesimo importo. Ma la questione che emerge è: quale strumento finanziario specifico selezionare?

Una banca, probabilmente, proporrà un fondo comune di investimento o una serie di fondi. Al contrario, un consulente finanziario indipendente sarà più propenso a suggerire un PAC in ETF. La ragione è semplice: i piani di accumulo in ETF consentono di ridurre notevolmente le spese, senza pregiudicare i potenziali guadagni. Diverse ricerche hanno inoltre evidenziato che, nella maggior parte dei casi, gli ETF offrono rendimenti superiori rispetto ai fondi comuni d’investimento. E con minori rischi contrariamente a quello che viene falsamente veicolato (in evidente conflitto d’interessi) che i fondi “attivi” si comportano meglio dei fondi “passivi”. Quindi, nella scelta di un piano di accumulo, si pone il dilemma: ETF o fondi comuni di investimento? Considerando i dati concreti, l’ammontare finale a disposizione al termine del piano può variare significativamente. SoldiExpert SCF, società di consulenza finanziaria indipendente al riguardo ha pubblicato sul proprio sito SoldiExpert.com un’analisi completa con tutte le informazioni indispensabili di cui qui condividiamo alcune informazioni rilevanti.

PAC in ETF o fondi: le informazioni da conoscere prima di investire

Quando si decide di investire una porzione del proprio capitale, occorre informarsi accuratamente. Quali sono, allora, le informazioni più rilevanti da conoscere quando si investe a rate su un fondo o su un ETF?

Per cominciare, sia i PAC su ETF che quelli in fondi sono caratterizzati da costi di gestione che, inevitabilmente, ne riducono i guadagni. Tali commissioni devono essere versate alla società che gestisce il prodotto, all’emittente nel caso degli ETF, o alla società di gestione per i fondi comuni. È evidente che, maggiore è il costo del prodotto, minore sarà il guadagno potenziale. Tra fondi ed ETF, quale opzione sottrae più capitale al risparmiatore? Senza dubbio, il fondo. Perché, allora, le banche consigliano il prodotto più costoso, se l’ETF è meno oneroso? La risposta è semplice: una parte delle commissioni di gestione che gravano sul fondo viene retrocessa alla banca, trasformandosi in una fonte di guadagno. Al contrario, consigliando un ETF, la banca non percepisce alcun ritorno economico.

I vantaggi che derivano da un PAC in ETF

Quando si parla di PAC, si fa riferimento ad un servizio proposto ai risparmiatori dalle banche o da intermediari finanziari, che permette di investire su uno o più strumenti, in modo rateale. Selezionando gli ETF come oggetti dell’investimento, ad esempio, ci si impegna a versare, mensilmente, una cifra più o meno fissa, al fine di accumulare un capitale sempre maggiore. A differenza di un normale fondo d’investimento, inoltre, l’ETF è quotato in Borsa, il che significa che può essere negoziato come una normale azione. Il PAC in ETF, in particolare, rappresenta una delle soluzioni potenzialmente più efficienti.

PAC in ETF, strumenti liquidi e convenienti

Se accuratamente selezionato e ben gestito, un piano di accumulo del capitale con ETF porta concreti vantaggi. Tanto per cominciare, si tratta di uno strumento liquido, versatile e piuttosto conveniente. Rispetto ai fondi d’investimento a gestione cosiddetta attiva, dove un gestore aggiorna costantemente il portafoglio in cui il fondo investe, si sostiene spesso che il limite degli ETF risieda nel loro seguire fedelmente il benchmark assegnato. Quest’ultimo può essere un indice, un insieme di titoli, una materia prima o altro. Che ciò costituisca un limite reale non è confermato nella maggior parte dei casi, considerando che la gestione attiva comporta costi elevati e spesso scostamento dai benchmark ma in negativo. Ovvero la media della categoria di tutti i fondi non riesce a superare nel tempo le performance di indici come il FTSE MIB, l’S&P500. E anche i fondi che ci riescono un anno o per 2 o 3 anni raramente riescono a mantenere questa extra-performance, sottoperformando successivamente (talvolta in modo clamoroso) come documentato anche da SoldiExpert SCF in diverse analisi e studi dedicati.

Commissioni d’acquisto di un piano d’accumulo: ETF e fondi a confronto

Tra gli aspetti più rilevanti da considerare quando si sottoscrive un piano d’accumulo vi sono le commissioni di acquisto relative e le implicazioni fiscali. La questione fiscale è facilmente risolta poiché i guadagni derivanti dai PAC su ETF e quelli provenienti dai fondi sono soggetti a una tassazione del 26% sui guadagni. Da questo punto di vista, dunque, c’è una completa parità. Anche sul fronte peggiore che prevede per fondi d’investimento ed ETF la non compensazione diretta dei 2 strumenti fra plusvalenze e minusvalenze. Per quanto riguarda le commissioni, nel caso di un PAC su ETF, occorre prestare attenzione alle spese di intermediazione, ossia alle commissioni di acquisto. È importante chiarire con la banca o l’intermediario qual è l’importo mensile previsto per l’acquisto delle quote degli ETF inclusi nel PAC. D’altra parte, nei fondi d’investimento o SICAV, la banca o il consulente finanziario potrebbero menzionare anche commissioni d’ingresso (che possono essere totalmente scontate fino al 100%, ma spesso i risparmiatori non ne sono consapevoli e le accettano passivamente), spese amministrative e addirittura commissioni di uscita e commissioni legate alle performance. Si tratta di spese che appaiono ingiustificate e spesso insensate. Anche i consulenti finanziari indipendenti del team di SoldiExpert SCF invitano ad analizzare con attenzione ciò che viene proposto, effettuare dei confronti o, eventualmente, richiedere una consulenza ad hoc.

I PAC con ETF multi-asset

Se si decide di optare per un PAC su ETF, è sufficiente acquistarne quote scaglionate nel corso del tempo. Si può comprare a intervalli mensili, trimestrali, semestrali o annuali. È possibile selezionare anche un singolo strumento, come ad esempio un ETF azionario mondiale. In alternativa, si può attuare una diversificazione fra obbligazionario e azionario. In quest’ultimo caso, i PAC multi-asset rappresentano un’opzione interessante per diversi risparmiatori. Con un unico strumento, infatti, permettono di prendere una posizione più o meno bilanciata con diversi profili di rischio. Un’ulteriore opzione è quella di costruire un piccolo portafoglio di ETF o di fondi su cui effettuare un PAC, ma prestando sempre attenzione ai costi. Esistono diversi modi per ridurre parzialmente i costi d’intermediazione. Nel caso degli ETF, alcune banche online offrono tariffe speciali per la sottoscrizione di un PAC. In alternativa, l’acquisto di un ETF segue le condizioni normali previste per le altre spese di compravendita, ad esempio lo 0,19% con minimi e massimi definiti dalla banca o dal broker.

Un esempio concreto: l’ETF Replay di Fineco

Fineco, con il piano Replay, è stata una delle prime banche online a offrire un servizio appositamente progettato per l’investimento automatico attraverso PAC su ETF. Permette di accumulare il proprio capitale su uno o più ETF, mediante piccoli investimenti mensili e commissioni fisse più basse. Tuttavia, è importante notare che al di sotto di una certa soglia di capitale investito, questo piano potrebbe non essere conveniente, a meno che l’investitore sia molto giovane. Una volta individuato un ETF o una combinazione di ETF in linea con il proprio profilo di rischio, l’investitore deve soltanto decidere un ammontare fisso da versare periodicamente nel portafoglio selezionato. A seconda della quota scelta, sarà possibile determinare il piano più idoneo. I costi associati sono i seguenti:

2,95€ al mese, se il PAC include 1 o 2 ETF;

6,95€ al mese, se il PAC include dai 3 ai 6 ETF;

13,95€ al mese, se il PAC include dai 7 ai 12 ETF.

Come procedere concretamente con un PAC su ETF

Nel caso della piattaforma Fineco, è possibile selezionare individualmente gli strumenti da includere nel proprio PAC in ETF. Le opzioni disponibili sono numerose, con migliaia di strumenti tra cui scegliere, che possono essere cercati per nome o tramite codice ISIN.

In seguito, si dovrà decidere la modalità di investimento, tra tre opzioni diverse:

1.Per quantità: si stabilisce il numero preciso di quote degli ETF da acquistare, ad esempio, 120 quote dell’ETF X e 25 quote dell’ETF Y. Il prezzo di ciascun ETF varia continuamente, quindi l’importo investito sarà diverso ogni mese.

2.Per importo: si indica un importo di riferimento da investire mensilmente. Tuttavia, la cifra effettivamente investita potrebbe differire. Ad esempio, se si desidera investire 200 euro sull’ETF Y, ma il suo prezzo è di 80 euro, Fineco acquisterà solo 2 quote dell’ETF per un totale di 160 euro.

3.Con bilanciamento: si specifica l’importo totale che si vuole investire mensilmente tramite il Piano Replay. Inoltre, si sceglie la percentuale di peso che ciascun ETF dovrebbe avere nell’intero portafoglio. Il sistema calcolerà e acquisterà mensilmente la quantità adeguata di ciascun ETF per mantenere la distribuzione nel tempo.

Directa: alcuni PAC su ETF con commissioni gratuite

Un altro interessante servizio online che riguarda i PAC in ETF è fornito da Directa Sim. Con Directa, è possibile acquistare tutti gli ETF come si farebbe con qualsiasi altra banca o broker, e organizzare gli investimenti pianificando acquisti periodici. Il vantaggio? È che in caso di diversi emittenti e che su alcuni strumenti e importi al di sotto di una certa cifra, le commissioni di negoziazione sono a costo zero. Con Directa, è possibile negoziare gli ETF per il PAC tramite la piattaforma DLite. Sono estremamente semplici da gestire e si configurano come un’attività di trading online automatizzata. Per effettuare le operazioni, è sufficiente stabilire l’importo da investire nel piano di accumulo e scegliere la frequenza di invio dell’ordine, che può essere il primo o il quindicesimo giorno del mese, oppure entrambe le date. In ogni caso, quanti desiderano approfondire le proprie esigenze e necessità riguardo ad un PAC, possono rivolgersi a SoldiExpert SCF. Grazie all’apposito servizio di consulenza una tantum i consulenti di questa società fra le prime in Italia a offrire consulenza pura senza conflitti di interesse ed essere autorizzata sono in grado di suggerire come creare il proprio portafoglio al meglio, anche investendo piccole somme, per cominciare a costruire il proprio capitale del futuro.

Informazioni su SoldiExpert SCF

Questo contributo è stato realizzato con SoldiExpert SCF una delle principali società di consulenza finanziaria (SCF) indipendenti in Italia, specializzata nel assistere senza conflitti d’interesse (la remunerazione è esclusivamente a parcella, fee only) investitori piccoli e grandi nella gestione del proprio patrimonio, selezionare i migliori strumenti (azioni, obbligazioni, ETF, fondi..) o prodotti in base alle specifiche di ciascun cliente e supportarli con il proprio Ufficio Studi come strategie d’investimento e analisi.

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