Scure di Trump sui giornalisti: niente accesso alla Casa Bianca per Cnn, Ms Now e Politico. “Assalto ai diritti, avanti con il nostro lavoro”

Donald Trump lo aveva annunciato e lo ha realizzato: ha escluso dalla Casa Bianca i giornalisti di Cnn, Ms Now e Politico, accusandoli su Truth di diffondere «notizie false» in modo sistematico. Nel suo messaggio il presidente ha avvertito che potrebbero seguire provvedimenti analoghi contro altre testate che considera portatrici di “fake news”.

Accesso negato e reazioni

Oggi i giornalisti interessati si sono visti effettivamente negare l’accesso alla West Wing. La corrispondente di Ms Now, Akayla Gardner, ha raccontato che il badge non ha funzionato ai tornelli e che un agente le ha comunicato che il tesserino era stato disabilitato; anche un fotografo dell’emittente è stato fermato. Stessa sorte per Betsy Klein della Cnn, e l’emittente ha espresso pubblicamente la propria protesta. In una nota la Cnn ha dichiarato che continuerà a svolgere il proprio lavoro di cronaca sul governo «indipendentemente da qualsiasi tentativo di limitare l’accesso fisico alla Casa Bianca o ad altri edifici governativi», definendo il bando «un attacco illegale al nostro diritto costituzionale» a svolgere il giornalismo senza interferenze governative.

Agenti del Secret Service avrebbero comunicato alle giornaliste che i loro badge erano stati disattivati. Ms Now ha rilanciato una dichiarazione in cui annuncia che intraprenderà «ogni passo necessario per difendere il Primo Emendamento e il ruolo essenziale del giornalismo indipendente nella democrazia». L’emittente assicura inoltre il sostegno ai suoi conduttori, reporter e redattori e ribadisce l’impegno a riferire sulle attività del presidente e della sua amministrazione.

Anche la giornalista di Politico Cheyenne Haslett è stata privata dell’accesso e le è stato ritirato il badge, come comunicato via email dal direttore Jonathan Greenberger. Politico, insieme a Cnn e Ms Now, è quindi tra le testate colpite. Nella mail Greenberger ha detto che la testata sostiene i colleghi e che continuerà a tutelare con decisione i diritti garantiti dal Primo Emendamento, ribadendo l’impegno a continuare a scrivere sulla Casa Bianca e sulle future amministrazioni.

La White House Correspondents’ Association (WHCA), che rappresenta i giornalisti accreditati alla Casa Bianca, ha chiesto il ripristino immediato degli accessi per i colleghi esclusi, definendo la misura incostituzionale. In una nota la WHCA ha affermato che la revoca dell’accesso a Cnn, Politico e Ms Now viola il Primo Emendamento, che tutela la libertà di stampa, e ha esortato il presidente a reintegrare immediatamente i giornalisti interessati.

Politico: “Funzionari Casa Bianca non informati in precedenza bando Trump”

Secondo Politico, molti alti funzionari della Casa Bianca sono rimasti sorpresi dall’ordine del presidente, pubblicato mentre la chief of staff Susie Wiles era fuori città, e non ne erano stati informati prima del post. Il giornale riferisce che in passato Trump aveva valutato misure analoghe nei confronti della stampa, incluso l’ipotesi di concentrare i media in un edificio separato come l’Eisenhower Executive Office Building, ma che lo staff lo aveva dissuaso.

Anche l’ufficio stampa della Casa Bianca ha faticato a fornire chiarimenti dopo la pubblicazione del post su Truth, limitandosi a rimandare a quanto scritto dal presidente. Fonti interne riportano però che la decisione di bandire le tre testate è considerata da Potus «reale e permanente» e che si sta valutando l’eventualità di estendere il provvedimento ad altre testate, con Trump che ha citato anche il Washington Post e il New York Times.

Interrogato sulle ragioni del bando, Trump ha detto che non si tratta di un episodio isolato ma del risultato di «articoli cumulativi degli ultimi anni» che, a suo avviso, avrebbero contenuto menzogne su di lui.

Bruce Brown, presidente del Reporters Committee for Freedom of the Press, ha definito la misura «assolutamente incostituzionale» e ha espresso fiducia che i tribunali la bloccheranno rapidamente. Brown ha ricordato che il Primo Emendamento impedisce al governo, anche alla Casa Bianca, di escludere giornalisti invitati in base al contenuto delle loro notizie.

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