Migranti, Philp (Tory): “Se centrodestra europeo non si compatta, popolo sosterrà partiti estremisti”

12 settembre 2026 | 17.09

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Chris Philp, esponente del Partito Conservatore britannico e attuale ministro dell’Interno ombra, invita il centrodestra in Europa a unirsi e ad adottare misure rigide per contrastare l’immigrazione irregolare, avvertendo che l’assenza di risposte efficaci può favorire la crescita di forze politiche estremiste. Il richiamo arriva in un contesto segnato dall’ascesa dell’AfD in Germania, dall’emergere in Italia del partito Futuro Nazionale fondato da Roberto Vannacci e dalle recenti manifestazioni a Dover e Portsmouth organizzate da Patriot Platform.

Parlando con Adnkronos, Philp definisce la situazione un campanello d’allarme per i governi europei, con particolare riferimento al Regno Unito. L’analisi è fornita da un politico che ha ricoperto incarichi direttamente legati alla materia: Sottosegretario di Stato per l’immigrazione dal 2020 al 2021 e poi Ministro di Stato al Home Office fino a luglio 2024.

Secondo Philp, l’opinione pubblica è stanca di un’immigrazione clandestina su larga scala proveniente da Africa, Medio Oriente e altre regioni; sostiene che molti arrivati non parlano la lingua locale, possiedono scarse competenze professionali e che in alcuni casi siano stati coinvolti in reati gravi. A suo avviso, senza soluzioni più severe da parte dei partiti tradizionali, gli elettori potrebbero rivolgersi a forze politiche più radicali.

Per affrontare il fenomeno, il Partito Conservatore propone, nelle parole di Philp, di rimuovere gli ostacoli legali che oggi impediscono i rimpatri: tra le misure indicate vi sono l’uscita dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e da strumenti internazionali che, secondo i proponenti, limiterebbero la possibilità di respingere ingressi irregolari. L’obiettivo dichiarato è accelerare le espulsioni degli stranieri privi di titolo di soggiorno e la possibilità di trasferire persone in paesi terzi considerati sicuri, come il Ruanda. Philp sostiene che, attuata una linea simile, il rischio del viaggio irregolare verrebbe scoraggiato. Si tratta, conclude l’intervista, di provvedimenti duri ma ritenuti necessari da chi li propone per affrontare la crisi dei flussi migratori. (di Alessandro Allocca)

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