03 settembre 2026 | 11.41
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L’alimentazione potrebbe essere uno scudo contro la demenza. “Può influire in modo significativo sulle probabilità di sviluppare la demenza in età avanzata”. Lo rileva uno studio pubblicato su ‘Lancet Commission’ e curato dall’University College di Londra. Quasi il 45% dei casi di demenza “potrebbe essere collegato a fattori di rischio modificabili”, secondo le evidenze raccolte dal lavoro scientifico. Tra questi, la pressione alta, il diabete, il colesterolo elevato, la sedentarietà e altri fattori legati allo stile di vita. La genetica conta, ma non è tutto. Anche le scelte quotidiane possono fare la differenza.
La dieta
Esistono innumerevoli diete che promettono di migliorare la salute, ma una sola è stata ideata specificamente per il cervello. Si tratta della dieta Mind (acronimo di ‘Mediterranean-Dash Intervention for Neurodegenerative Delay’): essenzialmente una combinazione di due regimi alimentari che la ricerca ha dimostrato avere benefici per il cervello: la dieta Mediterranea e la dieta Dash (‘Dietary Approaches to Stop Hypertension’). Entrambe privilegiano alimenti integrali di origine vegetale: verdure, frutta, cereali integrali, frutta a guscio, semi e legumi. Il consumo di cibi altamente trasformati, grassi saturi e carne rossa è ridotto al minimo.
Tuttavia, ci sono alcune differenze, la dieta Mediterranea include più alimenti culturalmente rilevanti per quella regione, in particolare olio d’oliva e pesce. La dieta Dash, invece, prevede un maggior consumo di latticini a basso contenuto di grassi e limita fortemente l’apporto di sale e zuccheri, essendo stata ideata per ridurre il rischio di ipertensione. In conclusione, la dieta non può garantire di prevenire l’Alzheimer o altre forme di demenza, ma uno stile di vita sano può contribuire a ridurre alcuni fattori di rischio. La prevenzione comincia dalle buone abitudini salutari e anche l’alimentazione ne deve far parte.
(Adnkronos – Salute)
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