CARO STANZE: PADOVA SFIORA I 500 EURO AL MESE

Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Il prezzo dell’abitare non è solo un problema per gli studenti ma sta diventando un problema anche per le imprese

Quasi 500 euro al mese per una stanza singola. Esattamente 496. È questa la richiesta media a Padova secondo l’ultima indagine di Immobiliare.it Insights, pubblicata un paio di settimane fa e dedicata al mercato delle stanze nelle principali città universitarie italiane.

Un dato che racconta anche un primo segnale di stabilizzazione: rispetto ai 502 euro dell’agosto 2025, il prezzo padovano diminuisce dell’1,1%. Ma basta allargare lo sguardo di due anni per capire quanto sia cambiato il mercato: nell’agosto 2024 una singola a Padova costava mediamente 442 euro.
In due anni, quindi, l’aumento è stato di circa 54 euro al mese, pari al 12,2%.

“Il piccolo arretramento dell’ultimo anno è certamente un segnale positivo – commenta Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova – ma non deve farci dimenticare il punto da cui siamo partiti. In appena due anni siamo passati da 442 a quasi 500 euro per una stanza. Significa oltre 600 euro in più all’anno rispetto al 2024 per uno studente o un giovane lavoratore”.

Tutto si può dire sul mercato degli affitti, fuorché che ci sia uniformità a livello nazionale.
Milano rimane la più cara con 704 euro al mese, seguita da Firenze con 627 euro. Roma è buona terza a quota 615, mentre Bologna è quarta a 585 e Bergamo quinta a 504.
Subito dopo, e dunque al sesto posto tra le città universitarie più care, arriva Padova con 496 euro, davanti a Torino a 479, Brescia a 478, Verona a 473 e Venezia a 456 euro.

“In verità – aggiunge Silvia Dell’Uomo, presidente degli agenti immobiliari della Fimaa Confcommercio Padova – il confronto con il 2025 mostra un mercato che sta cambiando“.
I dati lo dimostrano: un anno fa Milano era arrivata a 732 euro, Bologna a 632, Firenze a 606 e Roma a 575. Padova era ottava con 502 euro. Nel 2026 alcune città arretrano, altre continuano invece a correre: Padova registra un -1,1%, mentre Bergamo cresce dell’8,3%; al contrario Brescia scende del 7,9% e Trento addirittura del 18,3%.
A livello nazionale il segnale è ancora più evidente: il prezzo medio rilevato da Immobiliare.it Insights passa dai 613 euro del 2025 ai 575 euro del 2026, -6,2%.

La serie degli ultimi tre anni permette di leggere meglio il fenomeno.
Nell’agosto 2024 una singola a Padova costava mediamente 442 euro, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. In quella fase, nonostante l’aumento dei prezzi, la domanda padovana era già diminuita del 32%.
Nell’agosto 2025 il prezzo compie un ulteriore salto e arriva a 502 euro. In appena dodici mesi significa circa +13,6%. Contemporaneamente l’offerta di stanze a Padova cresce addirittura dell’89%, mentre la domanda diminuisce ancora del 9%.
Arriviamo così all’agosto 2026: il prezzo si assesta a 496 euro (-1,1%), l’offerta continua a crescere, questa volta del 5,4%, mentre la domanda registra un’ulteriore contrazione del 15,5%.

“Il risultato – osserva Dell’Uomo – è quasi un paradossorispetto a due anni fa abbiamo molta più offerta e una domanda meno aggressiva, ma una stanza costa comunque il 12% in più. Questo è probabilmente il dato più interessante dell’indagine. Il mercato sembra finalmente raffreddarsi, ma lo sta facendo dopo una crescita molto forte. Il fatto che la domanda diminuisca e l’offerta aumenti è positivo e potrebbe contribuire a una progressiva stabilizzazione, ma oggi il livello dei prezzi resta elevato“.

C’è poi una prospettiva ancora più lunga. Una precedente analisi di Immobiliare.it Insights pubblicata nell’aprile 2025 aveva calcolato che a Padova il prezzo di una stanza era aumentato del 61% rispetto al 2021, una delle crescite maggiori registrate tra le grandi città universitarie italiane.
Però è sbagliato parlare solo di mercato universitario. O comunque non è completamente corretto.

“Quando parliamo di una stanza da 500 euro – osserva Bertin – pensiamo immediatamente allo studente fuori sede. Ma la stessa stanza la cerca il ragazzo che arriva a Padova per il primo lavoro, il dipendente assunto da un’impresa del territorio, il giovane professionista, il lavoratore della ristorazione o del commercio”.
Ed è proprio qui, secondo Bertin, che il caro-abitare incontra un altro problema molto sentito dalle imprese padovane: la difficoltà nel reperire personale.
“Possiamo discutere di formazione, salari e incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma dobbiamo aggiungere un elemento che sta diventando sempre più importante: quanto costa trasferirsi a Padova per lavorare? Se un giovane deve spendere circa 500 euro soltanto per una stanza, prima ancora delle utenze e delle altre spese, questo inevitabilmente pesa sulla scelta di accettare o meno un posto di lavoro”.

La questione abitativa diventa così anche una questione di competitività territoriale.
Per Confcommercio Padova occorre favorire l’aumento dell’offerta abitativa realmente accessibile, il recupero degli immobili inutilizzati, formule contrattuali capaci di dare maggiori garanzie ai proprietari e una collaborazione più forte tra istituzioni, Università e sistema economico.
“Padova ha una fortuna enorme: continua ad attrarre studenti, professionisti, imprese e lavoratori – conclude Bertin –. Ma oggi l’attrattività di una città si misura anche da quanto costa viverci. Dobbiamo evitare che il successo di Padova produca l’effetto opposto: attirare persone che poi scoprono di non potersi permettere di rimanere”.

Padova 20 agosto 2026

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(Ascom Padova)