Crisi migranti Ceuta: Ppe accusa Spagna per mancati fondi Ue

La segretaria generale del Partito Popolare Europeo (PPE), Dolors Montserrat, ha criticato il governo spagnolo per non aver chiesto all’Unione Europea ulteriori risorse necessarie, secondo lei, per affrontare la crisi migratoria che interessa Ceuta da più di una settimana.

Montserrat ha rilasciato un’intervista a esRadio, riportata da Europa Press, in cui ha richiamato l’attenzione sull’intervento del commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione, Magnus Brunner, alla commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari interni del Parlamento Europeo, dove ieri si è discusso della situazione nella città autonoma.

Brunner ha riferito che Frontex è già presente a Ceuta, ma che le autorità spagnole non hanno avanzato «alcuna richiesta aggiuntiva» per ampliare il sostegno dell’agenzia europea. Ha aggiunto che la Commissione è «pronta a fare di più» se necessario.

Il commissario ha inoltre precisato che Bruxelles non ha ricevuto dal governo spagnolo informazioni su una possibile infiltrazione terroristica tra i migranti giunti a Ceuta, né su una eventuale richiesta di ricollocazione di minori non accompagnati in altri Stati membri nell’ambito del Patto su asilo e migrazione.

Brunner ha sottolineato che si applicheranno le normative spagnole e che, secondo le autorità di Madrid, l’area Schengen sarà protetta e non subirà ripercussioni: questo, ha detto, è il messaggio principale ricevuto dal governo spagnolo.

Montserrat ha criticato il fatto che né il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, né la ministra della Difesa, Margarita Robles, si siano presentati davanti al Parlamento Europeo. Ha definito «falso» l’affermazione del governo secondo cui starebbe «collaborando» e «coordinando» l’azione con l’UE sulla crisi di Ceuta.

Secondo Montserrat, dalla testimonianza del commissario è emerso chiaramente che il governo spagnolo non ha richiesto «maggiore aiuto e sostegno» e non ha neppure identificato l’identità di tutti gli aggressori ancora presenti a Ceuta — che, a suo avviso, sarebbero «oltre 5.000» — né ha condiviso questi dati con le istituzioni europee. Ha aggiunto che non è noto se tra queste persone vi siano criminali o elementi potenzialmente legati al terrorismo, e che su questo grava la responsabilità dell’esecutivo di Pedro Sánchez.

La segretaria generale del PPE ha definito l’operato del governo e di «due ministri incapaci e irresponsabili» insufficiente per gestire la situazione che la città sta vivendo. A suo avviso, il presidente Sánchez sembra voler considerare la vicenda come un episodio isolato, mentre la crisi, secondo Montserrat, continua e ha implicazioni per la sicurezza nazionale e l’integrità territoriale.

Montserrat ha inoltre ricordato che la crisi ha comportato oltre cento morti e lascia ancora molte persone, tra adulti e minori, non identificate sulle strade. Ha chiesto al governo di procedere all’identificazione dei minori e degli adulti rimasti in città, in modo da eseguire i rimpatri previsti dalla direttiva sui rimpatri e consentire, nel caso dei minori non vulnerabili, il rientro presso le loro famiglie di origine.