Volo FlyDubai, le indagini sul copilota: “Pubblicava post terroristici”

Il Procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Saif Al Shamsi, ha affermato, secondo l’agenzia Wam, che il copilota avrebbe tentato un atto di terrorismo durante il volo FlyDubai partito dagli Emirati e diretto a Tel Aviv, costretto ad atterrare in Arabia Saudita. La ricostruzione ufficiale indica che il copilota avrebbe aggredito il pilota con un’ascia di emergenza e tentato di prendere il controllo dell’aereo. Le autorità hanno detto che le indagini proseguono per chiarire tutte le circostanze e i moventi.

I media delle Maldive riferiscono che due copiloti maldiviani di Flydubai sono stati interrogati negli Emirati: secondo le fonti, vivevano nello stesso stabile del pilota coinvolto e in passato avrebbero operato su rotte verso Israele. Le autorità degli Emirati non hanno finora fornito dettagli né formulato accuse nei loro confronti.

Un team investigativo israeliano è intanto giunto negli Emirati Arabi Uniti per partecipare all’interrogatorio del pilota omanita, secondo quanto riportato dai media di Tel Aviv.

Copilota escluso da volo in Oman per timori di radicalizzazione

Negli sviluppi successivi sono emersi dettagli su presunti timori di radicalizzazione legati al copilota. Secondo il Wall Street Journal, fonti informate dicono che l’uomo che ha accoltellato il comandante e provocato l’incidente era stato in precedenza escluso da un volo dalle autorità dell’Oman per preoccupazioni legate a posizioni ideologiche radicali.

Nonostante quel divieto, sempre secondo le fonti, l’uomo — cittadino omanita — sarebbe stato poi assunto da FlyDubai e impiegato su una rotta sensibile tra Emirati e Israele. Non è chiaro se l’Oman abbia condiviso le proprie riserve con altri Paesi o compagnie e non è stata resa pubblica la natura precisa delle preoccupazioni sulla sua radicalizzazione.

La Cnn ha fornito ulteriori informazioni sul profilo del pilota: si tratterebbe di Hamam al-Hammami, cittadino omanita nato negli Emirati Arabi Uniti da padre omanita e madre siriana, che ha vissuto a lungo negli Emirati. Un profilo LinkedIn a suo nome mostrava un impiego di sette anni in Oman Air, concluso nel febbraio 2025, un successivo ingresso in Royal Air Maroc nel giugno 2025 e le dimissioni nel gennaio 2026; la pagina non menzionava Flydubai.

Una fonte sentita dalla Cnn ha confermato che quel profilo apparteneva al pilota coinvolto e che è stato poi rimosso. Sul profilo erano stati pubblicati due post, entrambi apparsi mercoledì a poche ore dall’accaduto.

Non è chiaro chi abbia pubblicato i post né se fossero programmati. Il primo includeva brevi clip girate nella cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max — lo stesso modello, un 737 Max 8, coinvolto nell’incidente — e mostrava uno zoom su un velivolo della compagnia israeliana El Al. Sullo schermo della cabina apparivano il numero di volo OMA624 e la data 11 ottobre 2023; quel numero è associato solitamente a un collegamento tra Dubai e Muscat e coincide con il periodo in cui l’uomo lavorava per Oman Air.

Il video terminava con immagini di Ayman al-Zawahiri, successore di Osama bin Laden alla guida di Al-Qaeda, e di Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi, autore di un attentato suicida nel 2009 in cui rimasero uccise nove persone, tra cui sette collaboratori della CIA.

Il secondo post mostrava un’immagine generata da intelligenza artificiale che raffigurava i tre luoghi sacri dell’Islam — La Mecca, Medina e Gerusalemme — collegati da una scia luminosa continua, accompagnata da una poesia di sfida che parla di rifiuto dell’umiliazione, assenza di paura della morte e difesa della dignità.

Secondo quanto riportato da Haaretz, Israele aveva ricevuto in anticipo la lista dell’equipaggio del volo Flydubai coinvolto nel tentativo di dirottamento, ma non avrebbe segnalato la presenza del pilota. La lista, contenente nomi e nazionalità dei membri dell’equipaggio, sarebbe stata inviata all’Autorità fiscale israeliana 48 ore prima del volo e doveva essere verificata da enti competenti, tra cui il Mossad e il ministero dei Trasporti. L’Autorità fiscale ha confermato di aver ricevuto i dati; il ministero dei Trasporti ha fornito spiegazioni contrastanti sulla ricezione e sui controlli effettuati.

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