Il governo delle Isole Baleari ha annunciato che impugnerà la decisione in sede giudiziaria qualora lo Stato decidesse di includere l’arcipelago nella ripartizione dei minori stranieri non accompagnati sbarcati a Ceuta dal Marocco durante il massiccio afflusso della scorsa settimana.
Lo ha confermato il portavoce del governo regionale, Antoni Costa, al termine della riunione del Consiglio di governo, il giorno dopo la visita a Palma del presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas.
Costa ha ribadito che l’esecutivo regionale non ha modificato la propria posizione: rispetterà la legge, ma userà gli strumenti giuridici a sua disposizione per opporsi a una misura che ritiene contraria agli interessi delle Isole Baleari, inclusi ricorsi e appelli.
Dalla riforma della legge sull’immigrazione che ha attivato questo meccanismo, l’arcipelago ha accolto quattro minori migranti non accompagnati provenienti da Ceuta, Melilla e dalle Isole Canarie, tutti dopo il respingimento dei rispettivi ricorsi.
Al momento è in sospeso un quinto caso, anch’esso oggetto di appello, e ci sono tre proposte di ricollocazione presentate nelle ultime settimane che non sono state ancora concluse.
Costa si è detto fiducioso che il governo centrale non intenda trasferire altri minori nelle Baleari, dopo che la ministra della Gioventù e dell’Infanzia, Sira Rego, ha confermato durante una visita a Maiorca la situazione di sovraffollamento dei centri.
“Diamo per scontato che non ci invieranno altri bambini. Se la ministra ha potuto constatare personalmente la situazione, è improbabile che cambi idea”, ha osservato, pur riconoscendo che le tre proposte di ricollocazione sono arrivate dopo la visita della ministra.
La presa di posizione delle Baleari segue le parole del vicesegretario del Partido Popular per le Politiche Regionali, Municipali ed Elettorali, Elías Bendodo, il quale ha affermato che i governi regionali del suo partito “rispetteranno la legge” in materia di minori migranti.
La dichiarazione regionale è arrivata anche dopo l’incontro a Palma tra Vivas, la presidente del governo delle Baleari, Marga Prohens, e il re Felipe VI. Il sovrano ha detto che Ceuta non rinuncerà alla distribuzione dei minori e ha chiesto solidarietà alle altre comunità autonome.
Ha però precisato che non ritiene opportuno chiedere uno sforzo alle Isole Baleari, viste le difficoltà e il sovraccarico dei loro servizi di tutela dell’infanzia.
Interpellato sul contenuto dell’incontro tra Prohens e Vivas, il portavoce ha ammesso che non sono stati definiti dettagli concreti, ma ha sottolineato che l’incontro ha servito a esprimere sostegno a Ceuta. “Le Isole Baleari e l’intero governo sono disponibili ad aiutare Ceuta per quanto possibile, anche se le possibilità di intervento sono limitate”, ha concluso.