Ucraina, il futuro del conflitto passa dalla battaglia dei cieli: droni per contrastare avanzata russa e nodo Patriot

Il futuro del conflitto tra Russia e Ucraina si gioca sempre più nei cieli: i droni ucraini per colpire obiettivi nel territorio russo e neutralizzare l’avanzata, e i missili balistici russi per attaccare città e installazioni militari in Ucraina. La carenza di intercettori Patriot, considerati tra i pochi efficaci contro i missili balistici russi, mette sotto pressione le difese ucraine e favorisce la strategia russa di logoramento, come osservato dalla stampa internazionale.

Kiev colpisce oggi il territorio russo con maggiore frequenza e profondità rispetto alle fasi iniziali del conflitto, raggiungendo obiettivi a centinaia di chilometri dalla linea del fronte, che è sostanzialmente bloccata. Negli ultimi tempi sono stati presi di mira impianti petroliferi dalla Siberia a San Pietroburgo, porti sul Baltico e sul Mar Nero, la Crimea occupata e magazzini logistici come quelli del gruppo Wildberries.

A luglio la Russia ha lanciato un numero record di missili balistici dall’inizio della guerra, con centinaia di vittime civili e danni estesi alle infrastrutture. Gli attacchi hanno interrotto esportazioni chiave come grano e acciaio e acuito il rischio di gravi carenze di riscaldamento ed elettricità in vista dell’inverno. Il conflitto si svolge su due livelli: combattimenti terrestri lungo il fronte e una campagna aerea e di attacchi a distanza che colpisce aree lontane dalla linea di battaglia.

Gli attacchi aerei e con droni non sono limitati a obiettivi militari: Kiev mira a aumentare il costo economico della guerra per il Cremlino e a portare il conflitto sul territorio russo per ottenere pressioni su Mosca; la Russia cerca invece di erodere la capacità di resistenza ucraina e rendere le città meno vivibili.

Entrambe le parti stanno sviluppando e producendo armi sempre più sofisticate. La Russia modifica droni economici con motori a reazione, lancia satelliti per migliorare la guida delle armi e crea missili da crociera a basso costo; impiega inoltre bombe plananti guidate via satellite. L’Ucraina avanza con droni e sistemi ibridi dotati di navigazione e comunicazione avanzata, sperimenta missili balistici nazionali e cerca di aumentare la precisione e la portata dei propri attacchi, integrando soluzioni autonome per la guida delle armi.

Le difese antiaeree faticano a tenere il passo. L’Ucraina soffre la scarsità di intercettori Patriot, la cui disponibilità globale è diminuita, anche per il loro impiego in altri teatri. Gli Stati Uniti e i partner hanno già consumato un numero rilevante di intercettori e le forniture rimangono limitate.

Per questo Zelensky ha intensificato l’attività diplomatica per ottenere ulteriori sistemi di difesa aerea e, contemporaneamente, cerca alternative nazionali e cooperative, come il programma antimissilistico Freyja, che punta a realizzare una capacità balistica e anti-missile a costi inferiori rispetto ai sistemi esistenti e a costruire una coalizione europea per la difesa antibalistica, con l’obiettivo di risultati concreti entro il 2026-2027.

Per la Russia la sfida è proteggere un territorio vasto che è diventato vulnerabile all’aumento di droni a lungo raggio prodotti dall’Ucraina. Adattamenti tecnologici e tattici ucraini hanno aperto falle in una rete di difesa che in passato era considerata molto efficace. Per proteggere il fronte, Mosca ha spostato sistemi come Pantsir e Tor più vicino al confine, esponendo però regioni interne e infrastrutture strategiche.

Gli analisti osservano che la geografia favorisce l’Ucraina nel creare dilemmi di copertura per la Russia: ogni sistema caduto costringe a scegliere tra proteggere il fronte o difendere il territorio nazionale. Per colmare le lacune, Mosca adotta soluzioni temporanee come installazioni antiaeree in posizione elevata e l’impiego di unità navali per proteggere aree esposte.

Sul piano industriale la Russia mantiene una capacità di produzione elevata: fabbrica in serie droni d’attacco e missili, riceve componenti e tecnologie esterne e continua a rifornirsi tramite canali alternativi. Anche se l’Ucraina ha fatto progressi tecnologici e nella produzione nazionale di armamenti, resta indietro in termini di scala produttiva rispetto all’industria russa.

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