Monica Soranzo (Presidente Padova Hotels Federalberghi Confcommercio): “Meglio di ciò che potevamo pensare”
Quello che non hanno potuto realizzare luglio e agosto col turismo culturale, in calo per il fisiologico rallentamento post exploit di Urbs Picta a 5 anni dal riconoscimento Unesco e per il caldo che ha penalizzato le città d’arte, lo sta facendo settembre anche per merito del turismo congressuale.
“In effetti – conferma Monica Soranzo, presidente degli albergatori di Padova Hotels Federalberghi Confcommercio – settembre si sta rivelando molto meglio di ciò che potevamo pensare e una spinta consistente è merito, da un lato, dei turisti “culturali” finalmente affrancati dalla calura fuori ordinanza, ma dall’altro, e direi soprattutto, dei congressi calendarizzati al Padova Congress“.
Nelle scorse settimane il congresso medico internazionale ERUS 2026, focalizzato sulla chirurgia robotica e telechirurgia ha portato in città un migliaio di congressisti da tutto il mondo. Un altro migliaio era arrivato a luglio per il congresso della Uil, ma sono una cinquantina i congressi che, entro fine anno, si svolgeranno a Padova Congress e la previsione è che possano essere confermati i dati dello scorso anno quando furono 121mila le presenze complessive nel centro congressi sorto qualche anno fa sulle ceneri di quello che, un tempo, era il Palazzo delle Nazioni alla Fiera Campionaria.
“Non vi è dubbio – aggiunge il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – che il turismo congressuale rappresenti uno dei segmenti a più alto impatto economico per il territorio dal momento che la spesa del delegato, non di rado accompagnato, non si limita alla partecipazione all’evento, ma si irradia a tutta l’economia urbana e, nel nostro caso, anche all’area termale euganea”.
Ma quanto spende il congressista tipo?
Secondo l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE), la spesa media per congressista oscilla tra i 240 e i 315 euro al giorno ma con molte variabili.
“E’ confermato – continua la presidente Soranzo – che il delegato internazionale spende mediamente più del doppio rispetto a un partecipante nazionale se non altro perchè circa il 32% dei congressisti viaggia con un accompagnatore, raddoppiando l’impatto economico non solo sui nostri alberghi ma anche su ristoranti e tempo libero. Ma quello che più importa è che oltre il 20% dei partecipanti (stiamo parlando in senso generale per cui il dato non è direttamente ascrivibile a Padova ma la prospettiva è questa) decide di estendere il soggiorno di 2 o 3 giorni dopo la fine dell’evento (il cosiddetto fenomeno bleisure, che unisce business e leisure), trasformando il nostro congressista a tutti gli effetti in un turista tradizionale ad alto budget. Che magari poi torna con la famiglia”.
Più nello specifico, secondo il dato nazionale del Ministero del Turismo, il 44,6% della spesa si concentra sull’alloggio (soprattutto alberghi a 4 e 5 stelle, segmento quest’ultimo presente solo alle Terme), un 15-20% è appannaggio della ristorazione esterna (pranzi, cene di lavoro, bar e locali serali al di fuori dei servizi offerti direttamente dal congresso), mentre un 5-8% se ne va in trasporti (essenzialmente taxi) ed il restante (ma qui le percentuali sono molto varie) viene destinato allo shopping, alla cultura e al tempo libero.
“Il mix che la nostra destinazione riesce a proporre – conclude il presidente di Confcommercio Padova, Bertin – giustifica ampiamente la necessità di un coordinamento, ciò che potrà fare la Fondazione una volta a regime”.
PADOVA 23 SETTEMBRE 2026
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