Dall’Ebola alla Dengue, la mappa dei focolai dell’estate 2026

L’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) ha lanciato un avviso sul forte aumento delle infezioni da Cyclospora tra viaggiatori rientrati dal Messico. Questo fenomeno si aggiunge all’ampia epidemia di infezioni intestinali da Cyclospora segnalata dal mese di maggio negli Stati Uniti, con casi confermati in 45 stati secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc). L’attuale quadro delle emergenze infettive è diffuso a livello globale e coinvolge più continenti: dalle Americhe all’Africa, dove nella Repubblica Democratica del Congo è in corso una vasta epidemia di Ebola, fino all’Asia, che registra una ripresa dei casi di Covid in Cina e una stagione intensa di dengue in paesi come lo Sri Lanka e il Nepal. Allo stesso tempo si osservano segnali di recrudescenza di altre malattie, come la lebbra in Florida e focolai di morbillo che in alcuni Paesi mettono in discussione lo status di aree considerate libere dalla malattia.

Negli Stati Uniti la stagione estiva è caratterizzata da diversi focolai, a cominciare dall’eccezionale aumento dei casi di ciclosporiasi, una infezione intestinale che provoca diarrea intensa. Si tratta dell’epidemia più estesa finora associata a questo parassita: il Michigan è uno degli stati più colpiti, con oltre 11.000 casi segnalati e più di 190 ricoveri, e ha registrato i primi due decessi legati all’epidemia, entrambi in pazienti con condizioni mediche pregresse significative. Le indagini collegano i focolai iniziali alla lattuga iceberg tritata proveniente dal Messico centrale e fornita da Taylor Farms a ristoranti Taco Bell; i casi riconducibili a questa fonte sono stati identificati in più stati e il numero di giurisdizioni coinvolte è salito a 15, con segnalazioni in Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Michigan, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania, Virginia Occidentale, Arkansas, Iowa, Missouri, Nebraska, New Hampshire e Carolina del Nord. Le indagini sono ancora in corso.

Un’altra preoccupazione negli Usa è l’aumento dei casi di lebbra in Florida, una malattia oggi rara ma in crescita nello stato. Dai dati pubblicati nello strumento di sorveglianza delle malattie a notifica obbligatoria, dal 2026 fino all’8 luglio sono stati segnalati 17 casi. L’attenzione era già aumentata nel 2025, quando in Florida furono registrati 36 casi su 174 confermati a livello nazionale, superando il precedente picco del 2015. Dei 36 pazienti del 2025 si ritiene che 27 abbiano contratto l’infezione in Florida. L’incremento si concentra soprattutto nelle contee della Florida centrale — Brevard, Lake, St. Johns e Volusia — che hanno rappresentato oltre la metà dei casi in modo sproporzionato rispetto alla popolazione. In quest’area è noto anche il ruolo dell’armadillo a nove fasce, animale associato alla trasmissione della malattia.

Il ritorno del morbillo rappresenta un problema di lunga durata per gli Stati Uniti. Il 2026 ha raggiunto il livello di casi più alto degli ultimi 35 anni, superando il picco del 2025. Secondo i dati dei Cdc aggiornati al 30 luglio, le infezioni nel 2026 hanno oltrepassato quota 2.370, coinvolgendo 45 giurisdizioni e 37 nuovi focolai; il 93% dei pazienti non era vaccinato. Nel 2025 i casi confermati erano stati 2.289. Questo arretramento nel controllo del morbillo mette a rischio lo status di eliminazione ottenuto nel 2000. Nel dibattito pubblico il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha invitato i genitori a vaccinare i figli, in un’intervista alla Cnn. Complessivamente, negli ultimi due anni negli Usa si sono registrati più casi di morbillo rispetto al resto del XXI secolo precedente messo insieme, e prima del 2026 solo il 1991 aveva mostrato un numero di infezioni annuale superiore.

In Asia la situazione legata al Covid evidenzia una ripresa in Cina: in luglio il virus Sars‐CoV‐2 è tornato a essere la principale causa di sindromi simil-influenzali, superando l’influenza. Secondo resoconti dei media cinesi, nella settimana dal 13 al 19 luglio il tasso di positività ai test Covid tra i pazienti con sintomi respiratori è stato del 16,3%, con un aumento di 4,3 punti percentuali rispetto alla settimana precedente; nella settimana del 20 luglio il tasso è salito a circa il 20,3%. L’incremento è stato più marcato nelle province meridionali e la fascia d’età maggiormente colpita è quella tra 15 e 59 anni. Il Chinese Center for Disease Control and Prevention segnala che la maggior parte dei casi è stata lieve e, dopo l’ultimo picco, l’attività virale si è stabilizzata a livelli moderati; la variante circolante è identificata come NB.1.8.1.

Sempre in Asia, lo Sri Lanka sta affrontando una forte ondata di dengue: a luglio sono stati riportati 29.980 casi mensili, con altri 646 casi nei primi giorni di agosto, e un totale di circa 86.000 contagi nel 2026 secondo l’Unità nazionale per il controllo della Dengue. Il bilancio include 62 decessi e 137 aree classificate ad alto rischio. In Nepal, dove ci si avvicina al picco stagionale, la dengue è stata segnalata in 72 dei 77 distretti, con 2.025 casi confermati e 2 decessi finora quest’anno; le autorità locali prevedono un ulteriore aumento durante e dopo la stagione dei monsoni e hanno avviato una campagna di tre mesi per il controllo delle zanzare.

Un segnale particolarmente preoccupante proviene dall’Africa centrale, dove nella Repubblica Democratica del Congo da metà maggio è in corso una grave epidemia di Ebola provocata dal virus Bundibugyo, con casi segnalati anche in Uganda. L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’evento un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale il 17 maggio. Al 3 agosto, nelle cinque province coinvolte — Haut‐Uélé, Ituri, Nord‐Kivu, Sud‐Kivu e Tshopo — sono stati confermati complessivamente 3.874 casi e 1.751 decessi; 717 pazienti risultano attualmente in isolamento o ricoverati e 749 persone si sono ristabilite dall’inizio dell’epidemia. Il tasso di mortalità stimato è del 45,1% e il tracciamento dei contatti ha raggiunto il 78,4%, secondo il ministero della Comunicazione e dei Media della RDC. Gli sforzi per contenere la diffusione del virus proseguono.