Iran, allarme navi nel Mar Rosso: mercantili invertono rotta dopo blocco Houthi

Conseguenze immediate sul traffico marittimo dopo l’annuncio degli Houthi dello Yemen, alleati dell’Iran, di un blocco navale contro le navi dirette in Arabia Saudita. Dati di tracciamento delle imbarcazioni analizzati dalla società di intelligence marittima Lloyd’s List e riportati dal Washington Post indicano che almeno sei navi hanno cambiato rotta nel Mar Rosso e nelle aree adiacenti.

Tra i casi più rilevanti c’è la Liu Jiang Kou, un portaveicoli cinese diretto al porto saudita di Gedda, che ha invertito la rotta mentre transitava nel Golfo di Aden verso lo stretto di Bab el-Mandeb. Lloyd’s List sostiene che l’operatore avrebbe ricevuto un avviso dalle autorità Houthi che lo metteva in guardia sul rischio di essere “preso di mira” se avesse proseguito il viaggio.

Hanno modificato il percorso anche due petroliere collegate a Hong Kong, la Xin Tong Yang e la New Prime, dirette al porto saudita di Yanbu, oltre alla petroliera indiana Desh Viraat. Altre due unità, la Xin Long Yang della cinese Cosco e la petroliera greca Rodos, hanno cambiato rotta mentre si avvicinavano allo stretto di Bab el-Mandeb. Nonostante i primi segnali di blocco, il traffico nello stretto strategico tra Mar Rosso e Golfo di Aden non si è arrestato: diverse navi hanno continuato a transitare e almeno tre petroliere legate all’Arabia Saudita hanno attraversato o si sono avvicinate all’area nonostante le minacce degli Houthi.

La portata reale delle restrizioni rimane comunque incerta. Finora non sono stati segnalati attacchi contro navi commerciali nel Mar Rosso o nello stretto di Bab el-Mandeb dopo l’annuncio del blocco. La crisi aumenta i timori per il commercio globale e per le forniture energetiche: le tensioni nello stretto di Hormuz avevano già causato rallentamenti significativi al traffico petrolifero, interessando circa il 10% delle spedizioni mondiali di greggio, e alcuni studi stimano che un blocco efficace del Mar Rosso potrebbe ridurre ulteriormente l’offerta globale di petrolio di circa il 7%.