Iran, preghiera funebre per Khamenei: ci sono tre figli ma non Mojtaba

Si svolgono per il secondo giorno i funerali pubblici in Iran per l’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid aereo il primo giorno del conflitto iniziato da Israele e Stati Uniti lo scorso 28 febbraio. A Teheran la preghiera funebre si è tenuta davanti a una folla di centinaia di migliaia di persone. Erano presenti tre dei figli di Khamenei — Masoud, Meysam e Mostafa — mentre non era presente Mojtaba, indicato come nuovo Guida suprema dell’Iran e rimasto ferito nel raid.

Secondo l’agenzia Irna, la preghiera funebre per Khamenei e per i quattro membri della sua famiglia uccisi è stata guidata dall’ayatollah Jafar Sobhani, una delle massime autorità religiose del Paese. Accanto alla bara di Khamenei c’era anche quella della nipote Zahra Mohammadi Golpayegani, che aveva 14 mesi al momento della sua morte.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il presidente Masoud Pezeshkian, il presidente dell’Assemblea consultiva Mohammad Bagher Ghalibaf e il capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei. Erano presenti anche il comandante della Forza Quds delle Guardie della Rivoluzione, Esmail Qaani, e il comandante delle Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi.

«Morte a Trump e Netanyahu»

Durante i funerali un oratore ha invocato la morte del presidente statunitense Donald Trump, il primo appello diretto in tal senso pronunciato da un presentatore durante la cerimonia. In alcune immagini sono comparsi cartelli che chiedevano la morte sia di Trump sia del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Il poeta Mohammad Rasouli, parlando al microfono alla folla, si è rivolto a Trump con la domanda retorica: «Come mai l’uomo più bastardo del mondo è ancora vivo?». Le parole hanno suscitato applausi tra i presenti, e Rasouli ha aggiunto che «il mondo non è più un buon posto per» Trump.

La partecipazione alla cerimonia odierna è stata molto più numerosa rispetto al giorno precedente: i partecipanti, vestiti di nero, si sono radunati con striscioni e bandiere in omaggio a Khamenei ed esponendo anche slogan contro Trump.

Araghchi incontra inviati Hamas e Hezbollah

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato separatamente a Teheran delegazioni di Hamas e di Hezbollah, giunte in città per partecipare ai funerali. La delegazione di Hamas, guidata dal capo del Consiglio direttivo Mohammad Darwish, ha espresso le condoglianze per la morte di Khamenei e ha informato Araghchi sulla situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, definendo la risposta internazionale «catastrofica» e chiedendo che Israele ne risponda, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri iraniano. Darwish ha elogiato il sostegno storico dell’Iran alla causa palestinese e ha elogiato, a suo avviso, i successi militari e diplomatici ottenuti da Teheran durante il conflitto.

Separatamente, Araghchi ha ricevuto una delegazione di Hezbollah guidata dall’ex parlamentare libanese Muhammad Fneish, che ha portato le condoglianze del segretario generale Naim Qassem. Fneish ha lodato le capacità militari e diplomatiche dell’Iran nelle recenti ostilità con Stati Uniti e Israele e ha sottolineato il sostegno iraniano al Libano, secondo il resoconto dell’agenzia Irin. Araghchi ha ringraziato le delegazioni, ribadito il supporto dell’Iran alla creazione di uno Stato palestinese, elogiato la resistenza di Hezbollah e reso omaggio al leader del movimento, Hassan Nasrallah, affermando che l’Iran continuerà a impegnarsi per la ricerca di una fine della guerra in Libano, in linea con il memorandum sul cessate il fuoco.

Medvedev: «Teheran ha un’arma di riserva a Bab al-Mandeb»

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, presente a Teheran per i funerali, ha affermato che l’Iran dispone di un’«arma di riserva» nello stretto di Bab al‐Mandeb — lo stretto che collega il Golfo di Aden al Mar Rosso e al Canale di Suez, tra Yemen, Gibuti ed Eritrea — e ha definito lo Stretto di Hormuz una risorsa strategica per l’Iran paragonabile a un’arma nucleare.

Medvedev ha avvertito che il traffico marittimo attraverso Bab al‐Mandeb potrebbe subire interruzioni in caso di un ampliamento del conflitto regionale. «Spero che non si arrivi a questo, ma tutti i Paesi che cercano un conflitto nella regione dovrebbero tenerlo a mente», ha detto.

I ribelli Houthi avevano già minacciato di chiudere Bab al‐Mandeb e l’8 giugno avevano annunciato il divieto di transito per navi israeliane nel Mar Rosso.

L’Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha riferito che una nave mercantile è stata attaccata al largo della costa yemenita nel Mar Rosso. L’agenzia ha ricevuto un segnale di soccorso dall’imbarcazione, localizzata a circa 56 chilometri — 30 miglia nautiche — a sud‐ovest della città portuale di Hodeidah.

Le autorità stanno indagando sull’incidente; l’Ukmto ha raccomandato alle navi in transito nella zona di procedere con cautela e di segnalare immediatamente qualsiasi attività sospetta.

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