Nato, Crosetto: “Ankara costruita perchè tutto funzioni, quello che farà Trump lo vedremo”

Il prossimo vertice della Nato si terrà in un clima in cui “Ankara è stata organizzata perché tutto funzioni, gli impegni saranno rispettati e ogni Paese arriverà avendo fatto la propria parte”, ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un intervento video a ‘Pantelleria Mediterraneo d’Autore’. Ha aggiunto di non prevedere problemi rispetto al precedente summit e che l’incontro sarà breve, rimandando a dopo le eventuali azioni del presidente Trump.

Sui rapporti transatlantici Crosetto ha ribadito che i rapporti con gli Stati Uniti sono solidi, come lo sono stati negli anni passati, e che il dialogo con Washington è continuo a livello istituzionale. Ha osservato che lo stile politico di Trump consiste spesso nell’incalzare gli alleati per ottenere una reazione, ma ciò non altera i rapporti di fondo.

Inquadando il quadro internazionale, il ministro ha detto che le due grandi potenze che si confronteranno nel secolo sono Stati Uniti e Cina, con una competizione soprattutto tecnologica e legata a materie prime, terre rare ed energia. Ha ricordato che Italia, Germania e Giappone, nate dalla sconfitta nella Seconda guerra mondiale, hanno costituzioni pensate per impedire l’avvio di conflitti: di conseguenza non possono dichiarare guerra autonomamente come altri Paesi, ma operano nell’ambito di alleanze o mandati internazionali.

Sul rapporto tra difesa e spesa sociale Crosetto ha escluso contrapposizioni: la spesa per la difesa non va vista in alternativa a sanità, cultura e welfare, perché senza sicurezza non è possibile neppure garantire la spesa sociale. Ha sottolineato l’importanza di mantenere solide alleanze.

Il ministro ha inoltre criticato la scarsa capacità comunicativa del governo nel rendere noti i risultati ottenuti: secondo lui il Paese si è rimesso in piedi e procede, e sarà necessario cominciare a raccontare i fatti concreti raggiunti.

Rispondendo sul caso Vannacci, Crosetto ha detto di non considerarlo una minaccia e di occuparsi di rischi concreti e seri. Ha definito la vicenda principalmente di natura politica, con temi che vanno affrontati nel confronto pubblico.

Infine, sulle polemiche relative ai voli statunitensi dalle basi italiane, il ministro le ha definite evitabili, sottolineando che il governo ha detto no quando necessario. Ha avvertito che discussioni di quel tipo possono essere lette negativamente dagli Stati Uniti e non favoriscono i rapporti bilaterali.

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