A partire dal 1° luglio, per i lavoratori del settore privato assunti da tale data cambiano le regole relative alla destinazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR). In assenza di una scelta esplicita da parte del lavoratore, il TFR sarà automaticamente destinato a un fondo di previdenza complementare e non resterà più accantonato in azienda, come avviene attualmente.
Il lavoratore che, invece, desideri mantenere il TFR in azienda dovrà esprimere esplicitamente la propria volontà, presentando la rinuncia all’adesione automatica al fondo pensione entro 60 giorni dalla data di assunzione.
In sostanza il lavoratore si troverà di fronte a due possibilità, che ribaltano l’attuale meccanismo.
1. Se vuole che il suo Tfr rimanga in azienda, deve fare rinuncia all’adesione automatica al fondo.
2. Se vuole che il suo Tfr venga collocato in un fondo, non deve dare alcuna indicazione: in questo caso il Tfr maturando verrà automaticamente destinato al fondo pensione individuato dal contratto collettivo applicato in azienda; il lavoratore ha anche la possibilità – sempre entro 60 giorni – di scegliere un fondo alternativo.
Comunque, il lavoratore che in un primo momento ha optato per il Tfr in azienda ha la possibilità optare successivamente per fondo.
Restano esclusi dalle nuove regole i lavoratori che hanno già un rapporto di lavoro in corso o lo avranno entro il 30 giugno, coloro che hanno già effettuato una scelta sul TFr in passato e, in generale, i dipendenti pubblici, nonché i lavoratori domestici.
È opportuno che le aziende che assumeranno dipendenti dal 1° luglio li rendano perfettamente edotti della nuova situazione e della portata della scelta che dovranno compiere.