Dal peso della burocrazia al drastico calo dei prezzi riconosciuti ai produttori, dai danni provocati dalla proliferazione degli animali selvatici alle conseguenze nefaste degli eventi meteo estremi, ma anche il futuro della Pac, del Parco dei Colli Euganei e la necessità di difendere i veri prodotti agroalimentari e tutelare il reddito delle imprese. Sono alcuni dei temi trattati in occasione dell’Assemblea Provinciale di Coldiretti Padova, la prima organizzazione agricola della nostra provincia in rappresentanza di migliaia di aziende e imprenditori agricoli. L’agricoltura padovana vale 1,4 miliardi di euro e le imprese attive sono circa diecimila, il 18,2 per cento del totale in Veneto, con una sostanziale tenuta negli ultimi anni.
Ospiti dell’assemblea gli assessori regionali all’agricoltura Dario Bond e all’ambiente Elisa Venturini che insieme al presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan e di Coldiretti Padova Roberto Lorin hanno risposto alle domande degli agricoltori nel corso della tavola rotonda moderata da Antonio Boschetti, direttore de “L’Informatore Agrario” e coordinata dal direttore di Coldiretti Padova Carlo Belotti.
Il dibattito si è subito concentrato sugli aspetti più sentiti dagli agricoltori padovani. “Il reddito delle nostre imprese – ha ricordato Roberto Lorin – è condizionato da fattori economici come le quotazioni di mercato, i costi delle materie prime che hanno subito una forte impennata negli ultimi mesi e le speculazioni a livello internazionale che pesano direttamente sulle nostre tasche. Siamo stati al Brennero poco più di un mese fa per mostrare l’invasione di prodotti stranieri che con una minima lavorazione poi vengono venduti come made in Italy. Abbiamo manifestato più volte in Europa per denunciare e contrastare i tagli insostenibili alla Pac, la politica agricola comunitaria che penalizza chi vive di agricoltura. Con la nostra azione abbiamo ottenuto dei risultati concreti che si traducono in un beneficio per le imprese ma le sfide sono molteplici.
Entrano in gioco, inoltre, fattori come l’impatto del meteo, condizionato da eventi sempre più estremi, come in questi giorni, dai danni provocati dagli animali selvatici come i cinghiali sui Colli Euganei ma anche le nutrie, i colombacci, i corvi. Da anni chiediamo alle istituzioni un’azione risolutiva per difendere il lavoro degli agricoltori. A questo si aggiunge il peso della burocrazia, che ci costa intere giornate di lavoro e non fa che aumentare le voci di spesa a carico delle nostre imprese. Fare agricoltura è sempre più incerto e impegnativo e gli agricoltori non possono essere lasciati soli, considerato anche il ruolo di presidio che svolgono sul territorio. Ringrazio gli assessori per la loro presenza e attenzione, da parte nostra il dialogo e il confronto non verranno mai meno”.
L’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond ha ricordato le azioni messe in campo già in testi mesi per far fronte all’impatto della fauna selvatica e ha annunciato che a breve riprenderanno le attività di prelievo dei cinghiali anche sui Colli Euganei, mentre per le nutrie è stata avviata una collaborazione con i Consorzi di Bonifica per le segnalazioni e gli interventi. Sulla burocrazia l’assessore si è impegnato ad aprire un tavolo di confronto con il mondo agricolo proprio per arrivare ad alleggerire il peso che grava sulle aziende in termini di adempimenti, tempo impiegato e risorse.
L’assessore Elisa Venturini è intervenuta sulla difesa idrogeologica del territorio e delle imprese agricole che vi lavorano, sulla gestione del rischio e sulla necessità di governare la risorsa acqua sia quando piove in abbondanza che nei periodi di siccità, scenari ormai sempre più frequenti. Per il Parco Colli Euganei ha confermato che è ormai imminente l’insediamento della nuova governance che porterà ad un cambio di passo per rispondere alle richieste del territorio e trovare il giusto equilibrio tra la tutela dell’ambiente e le necessità di chi vive e lavora nell’area parco.
Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto, ha concluso: “Oggi più che mai c’è bisogno di coraggio perché non stiamo parlando solo di una esigenza di categoria ma di un settore trasversale che coinvolge i cittadini e la società nella difesa della salute e del patrimonio alimentare agricolo. Dobbiamo avere il coraggio di chiedere risposte di carattere più ampio per dare una prospettiva economica e di crescita all’intero settore primario; continueremo a combattere in Ue e ad ogni livello per difendere il reddito delle imprese agricole e riconoscere dignità al nostro lavoro. E su questo possiamo apprezzare la presenza degli assessori Bond e Venturini: abbiamo bisogno di una interlocuzione costante con la Regione, per portare ancora più in alto l’enorme valore agricolo prodotto nella nostra regione e mettere a terra soluzioni pratiche e concrete per affrontare le sfide che ogni giorno i nostri agricoltori vivono sulla propria pelle”.