Il Mediterraneo non e piu soltanto una delimitazione geografica o una semplice via commerciale: si sta configurando come un sistema integrato di infrastrutture fisiche e digitali, flussi energetici, dati e questioni di sicurezza. Su questa premessa nasce il progetto di ricerca “Geopolitica, tecnologie e sicurezza nel Mediterraneo”, presentato oggi alla Luiss Guido Carli da Med-Or Italian Foundation insieme alla Luiss School of Government, nell’ambito del bando promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione CSF.
Il workshop ha riunito accademici, esponenti istituzionali e rappresentanti dell’industria per analizzare le trasformazioni in atto nel Mediterraneo allargato, segnate da competizione geopolitica e avanzamenti tecnologici. Marco Minniti, Gaetano Quagliariello e Nicolo Russo Perez hanno aperto i lavori indicando l’obiettivo del progetto: costruire strumenti analitici e chiavi di lettura strategiche per comprendere il ruolo dell’area nel nuovo equilibrio globale.
Il Mediterraneo come infrastruttura strategica
I contributi presentati evidenziano un cambio di paradigma: le infrastrutture non sono piu solo reti di trasporto, ma leve di potere geopolitico. Corridoi logistici, porti, cavi sottomarini e reti digitali formano oggi la spina dorsale delle catene globali del valore e diffondono modelli normativi e standard tecnologici.
In questa prospettiva il Mediterraneo assume la funzione di cerniera tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, estendendo i corridoi europei e diventando nodo cruciale della competizione globale. La rete di porti e piattaforme euro-africane e le “Autostrade del Mare” ridisegnano le supply chain e contribuiscono alla resilienza degli approvvigionamenti.
La competizione sulle infrastrutture si intreccia inoltre con quella tra modelli geopolitici concorrenti, dal Global Gateway europeo alla Belt and Road Initiative cinese, fino ai corridoi emergenti che collegano India, Golfo ed Europa.
Dati, digitale e nuova competizione globale
Il progetto sottolinea il ruolo decisivo della connettivita digitale: la maggior parte del traffico dati mondiale transita su cavi sottomarini, rendendo queste infrastrutture critiche e strategiche, sebbene poco visibili.
Il digitale e anche il campo di una nuova competizione tra potenze, che coinvolge tecnologia, mercato e influenza cognitiva. Social media, intelligenza artificiale e campagne di disinformazione sono strumenti di “guerra ibrida” in grado di influenzare opinioni pubbliche e decisioni politiche, specialmente in aree sensibili come i Balcani occidentali e il Nord Africa.
Parallelamente si afferma il ruolo dell’Africa come attore negoziale: non e piu solo destinataria di infrastrutture digitali, ma parte attiva con proprie priorita e capacita di trattativa rispetto a Stati e grandi aziende tecnologiche.
Cyber e sicurezza: il mare come spazio vulnerabile
Un tema centrale riguarda la protezione delle infrastrutture marittime critiche. L’integrazione crescente tra sistemi digitali e impianti fisici – porti, cavi sottomarini, gasdotti, piattaforme offshore – aumenta l’efficienza ma espone anche a nuove vulnerabilita.
Gli attacchi informatici possono infatti colpire dati e sistemi e produrre impatti economici e operativi su vasta scala, inserendosi in dinamiche di operazioni ibride. La sicurezza marittima richiede quindi un approccio integrato che consideri congiuntamente le dimensioni fisica e digitale, non solo quella militare.
Energia e transizione: il nuovo equilibrio mediterraneo
Il Mediterraneo e al centro di una profonda riorganizzazione energetica. La transizione verde europea, la riduzione della dipendenza dal gas russo e le tensioni geopolitiche stanno rimodellando flussi, alleanze e infrastrutture.
Il sistema energetico regionale si sta integrando su piu livelli – gas, elettricita e idrogeno – con Nord Africa e Medio Oriente sempre piu rilevanti come partner. Contemporaneamente aumentano le vulnerabilita, dalle rotte del GNL agli effetti delle crisi geopolitiche, inclusi i rischi informatici sulle reti energetiche connesse.
La sfida italiana: diventare hub strategico
Da questo quadro emerge una sfida per l’Italia: posizionarsi come punto di raccordo tra direttrici euro-africane e indo-mediterranee, rafforzando il proprio ruolo nel Mediterraneo allargato.
La protezione e il controllo delle infrastrutture, la sicurezza dei flussi energetici e digitali e la capacita di favorire integrazione regionale sono elementi chiave per la proiezione strategica italiana ed europea. Il Mediterraneo cessa di essere periferia e diventa un centro di gravita strategico.
Il progetto presentato alla Luiss punta a fornire strumenti analitici e interpretativi per comprendere un’area dove si intrecciano infrastrutture, tecnologia e potere – una riflessione cruciale per il futuro della sicurezza europea.
