Iran preme su Trump per chiudere la guerra

Sale la pressione perche il presidente Donald Trump dichiari la vittoria e avvii una chiusura del conflitto con l’Iran. Pur ripetendo che <>, il presidente deve affrontare richieste crescenti di una strategia d’uscita concreta dall’amministrazione e dal suo partito, per evitare che il conflitto si trasformi in un elemento negativo per il suo mandato e per i repubblicani.

La Casa Bianca: “Il presidente decidera quando e finita”

Ufficialmente la linea e che tutto procede secondo i piani. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha spiegato che quando il presidente parla di una <> dell’Iran intende dire che le minacce iraniane non saranno piu supportate da un arsenale di missili balistici che facilita lo sviluppo di armi nucleari. Sara il presidente a stabilire quando l’Iran non rappresentera piu una minaccia credibile e diretta per gli Stati Uniti e gli alleati. Sull’eventuale impiego di truppe di terra, Leavitt ha ricordato che il presidente, in qualita di comandante in capo, non esclude opzioni e decide in base alle esigenze della situazione.

Il fattore petrolio

Un elemento rilevante e l’aumento dei prezzi del petrolio, che ha superato la soglia dei 100 dollari al barile e ha fatto salire i prezzi dei carburanti anche negli Stati Uniti. Trump ha assicurato che i prezzi scenderanno, ma con il traffico marittimo condizionato dalla potenziale chiusura dello Stretto di Hormuz e dall’allarme per mine e altre azioni nelle acque della regione, le rassicurazioni verbali rischiano di non essere sufficienti senza provvedimenti concreti.

Consiglieri presidenziali sostengono che sarebbe opportuno presentare l’operazione come gia largamente riuscita e avviarne gradualmente la conclusione per evitare una guerra prolungata. Negli ultimi giorni si e registrata un’accelerazione delle azioni militari: secondo il segretario alla Difesa Pete Hegseth si e trattato di una giornata particolarmente intensa sotto la guida del presidente. Anche Israele ha intensificato i raid per sfruttare la finestra di opportunita e massimizzare gli effetti dell’offensiva, nella considerazione che Washington potrebbe dichiarare la fine delle ostilita in tempi rapidi.

La sfida di Teheran con l’elezione di Mojtaba Khamenei

All’inizio dell’operazione alcune valutazioni statunitensi avevano incluso scenari che vedevano anche la rimozione della Guida Suprema Ali Khamenei per provocare un collasso del regime o favorire forze piu moderate. Invece, la successione ha portato al ruolo di guida Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollah, considerato parte dell’ala piu dura del regime e ritenuto vicino ai Guardiani della Rivoluzione. Non si e inoltre verificata una rivolta interna in grado di mettere seriamente in discussione il potere della Repubblica islamica.

Il rischio palude

Trump aveva ipotizzato una missione di breve durata, nell’ordine di 4-6 settimane, ma la situazione potrebbe protrarsi. L’Iran non mostra disponibilita alla resa richiesta dalla Casa Bianca e, nonostante i danni subiti – con attacchi che avrebbero colpito migliaia di obiettivi e danneggiato capacita militari come il lancio di missili e la marina – il regime continua a mantenere il controllo.

Secondo quanto riferito, il presidente ha anche valutato la possibilita di una nuova azione mirata, compresa l’eliminazione di Mojtaba Khamenei, qualora quest’ultimo rifiutasse di accogliere le richieste statunitensi, tra cui la sospensione del programma nucleare. Trump ha espresso delusione per la nomina del nuovo leader e ha detto di auspicare in futuro un altro profilo al comando dell’Iran, ma ottenere un cambiamento di questo tipo in tempi brevi appare difficile.

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