Le previsioni della vigilia erano più negative di quanto poi è emerso: il summit di Ankara ha contribuito a riportare una certa tranquillità nell’area euro-atlantica. Lo ha detto Walter Rauti, vicedirettore di Shield – SDA Bocconi, intervenuto all’incontro ‘Il futuro della Nato dopo il Summit di Ankara’ presso il Centro Studi Americani a Roma.
Secondo Rauti, la situazione si è rasserenata, ma sul fronte europeo è necessaria una spinta in avanti per riequilibrare i rapporti all’interno della Nato. Gli Stati Uniti, principale azionista dell’Alleanza, hanno più volte dichiarato l’intenzione di spostare altrove parte dei propri sforzi; di conseguenza l’Europa deve assumersi maggiori responsabilità, prima in termini di deterrenza e poi di investimento. Occorre essere chiari: per ora il clima è migliorato, ma con l’attuale amministrazione americana i risvolti positivi possono risultare illusori, e va monitorata l’evoluzione dello scenario internazionale, considerando che il summit di Ankara si è svolto prima della ripresa dei bombardamenti tra Stati Uniti e Iran.
Rauti ha concluso osservando che viviamo un momento storico complesso, con molte dinamiche aperte anche nell’Indo-Pacifico, e che la Nato ha la necessità di ristabilire equilibri per rendere più bilanciato il rapporto tra il pilastro europeo e quello americano.