Il permesso SIAE per la musica di un matrimonio lo chiede e lo paga chi organizza la festa, che di solito è uno degli sposi, poiché la licenza va intestata a una persona fisica. Se il ricevimento si tiene in casa propria il permesso non serve, mentre in una villa presa in affitto, in un ristorante o in una sala ricevimenti va chiesto, con una tariffa che cambia secondo il numero degli invitati e secondo chi suona, una band dal vivo oppure un DJ.
Chi può chiedere il permesso e come si fa online
L’abbonamento che ristoranti e ville pagano alla SIAE copre la musica di sottofondo della loro attività quotidiana e non si estende alle feste private. La struttura non può comprare la licenza al posto degli sposi, e nemmeno il wedding planner, dal momento che il portale della SIAE la vende soltanto alle utenze private. Band e DJ abituati ai matrimoni possono guidare gli sposi nella procedura, anche se il permesso resta intestato a chi organizza, e la licenza che un DJ ha per le proprie copie di lavoro, cioè per i brani salvati sul computer con cui suona, riguarda la sua attività e non copre la festa.
La richiesta si fa sul Portale Feste Private, dopo la registrazione ai servizi online della SIAE, inserendo i dati del ricevimento e pagando in rete; in alternativa si va all’ufficio SIAE più vicino al luogo della festa. Come spiega la guida della SIAE al permesso per matrimoni e feste private, la licenza deve essere attiva prima dell’evento e conviene chiederla qualche settimana prima. Per le feste private, inoltre, non va compilato il borderò, il modulo con l’elenco dei brani eseguiti.
Band dal vivo, DJ o tutti e due?
Davanti alla SIAE il criterio è semplice, perché se suona soltanto una band basta la licenza per la musica dal vivo, mentre un DJ, una playlist o il karaoke, anche solo dopo la cena, rendono necessaria la licenza che copre anche la musica registrata, la stessa che serve quando band e DJ si danno il cambio.
Sul piano musicale, invece, la scelta fra dal vivo e registrato si fa momento per momento, visto che una giornata di nozze chiede musiche diverse a poche ore di distanza. Durante il rito bastano pochi strumenti e arrangiamenti misurati che non coprano le parole, all’aperitivo il volume deve lasciare spazio alla conversazione, a cena la musica accompagna e alla festa si balla. Una sola formazione fatica a rendere bene in tutte queste fasi, e d’altra parte mettere insieme un quartetto, un duo acustico e un DJ vuol dire coordinare artisti che spesso non hanno mai suonato insieme, con orari e repertori da far combaciare. Si può lavorare con un musicista di fiducia che chiama i colleghi, oppure con un team di music planning come MikEvents, che seleziona cantanti, DJ, violinisti e sassofonisti elettronici o ensemble in base all’evento e costruisce una scaletta pensata per ciascun momento, dalla cerimonia al party.
Il dal vivo ha il vantaggio di adattarsi a ciò che succede, tanto che un violinista può allungare un brano finché la sposa non arriva all’altare o abbassare il volume se un discorso si prolunga. La musica registrata restituisce invece le versioni originali dei brani e un repertorio quasi illimitato, comodo quando la pista si riempie e gli invitati chiedono le canzoni che conoscono. Le due cose si possono anche sommare, con un sax o un violino elettronico che suonano dal vivo sopra i pezzi messi dal DJ, di solito nella parte della serata in cui si balla.
La scaletta delle nozze, scritta prima e con gli orari
La musica di un matrimonio si costruisce a partire dal programma della giornata. Gli sposi, insieme alla location e a chi suona, fissano i passaggi in cui la musica cambia, come l’ingresso in chiesa o in comune, l’uscita dopo il sì, l’arrivo al ricevimento, il primo ballo e il taglio della torta, e per ciascuno stabiliscono il brano e chi lo esegue. Una scaletta scritta con gli orari evita che il DJ attacchi quando gli ospiti stanno ancora ascoltando i discorsi, o che il brano dell’ingresso finisca prima che la sposa sia arrivata.
I pezzi a cui gli sposi tengono vanno comunicati con largo anticipo, perché un quartetto d’archi o un cantante devono trovare o scrivere un arrangiamento adatto alla propria formazione e poi provarlo, e lo stesso vale per una canzone pop da eseguire con violino e pianoforte, che nella versione originale suona con tutt’altri strumenti. Conviene mettere per iscritto anche i brani che non si vogliono sentire, così che nessuno li proponga quando gli invitati cominciano a fare richieste dalla pista.
Qualche mese prima è utile un sopralluogo nella location con chi suonerà, per capire dove si montano strumenti e casse, se nel punto della cerimonia all’aperto c’è corrente a sufficienza e quali limiti di orario e di volume la struttura applica alla musica la sera. Una cerimonia in giardino senza una presa vicina o una festa che deve spegnere le casse a mezzanotte cambiano il programma, ed è meglio saperlo quando la scaletta si può ancora correggere. Quando è definitiva resta da ricontrollare il permesso SIAE, dato che basta un’ora di DJ dopo la torta per rendere necessaria la licenza che copre la musica registrata.
Domande Frequenti (FAQ)
Quanto costa il permesso SIAE per un matrimonio con meno di 200 invitati?
Secondo le tariffe pubblicate dalla SIAE, comprensive di IVA e diritti amministrativi, la licenza per la sola musica dal vivo costa 272,58 euro, che salgono a 384,73 euro se c’è musica registrata, da sola o insieme a una band. Oltre i 200 invitati gli importi diventano rispettivamente 412,63 e 582,75 euro.
Serve il permesso SIAE se la festa di matrimonio si fa a casa propria?
No, se la festa si tiene nell’abitazione degli sposi o di chi la organizza la licenza non è richiesta. Una villa affittata per l’occasione non conta come casa propria, e lì il permesso va chiesto. Secondo la SIAE la licenza non serve neppure quando si eseguono soltanto brani in pubblico dominio o non tutelati, un’ipotesi difficile da rispettare con un repertorio di canzoni recenti.
Al matrimonio è meglio la band dal vivo o il DJ?
Dipende dal momento della giornata e dal tipo di festa che gli sposi hanno in mente. La band segue quello che accade durante il ricevimento e porta musicisti veri alla cerimonia e alla cena; il DJ, dal canto suo, dispone di un repertorio più ampio quando si balla e lo propone nelle versioni originali dei brani. Sul fronte SIAE la sola musica dal vivo ha la tariffa più bassa, ma chi vuole entrambe le cose, per esempio gli archi durante il rito e il DJ dopo la torta, deve mettere in conto la licenza per la musica registrata.