Elezioni Usa, Alec Ross: “Vittoria Dem? Sarebbe bocciatura Trump, ma trumpismo sopravviverà'”

Secondo Alec Ross, autore di The Italian Dream: Riprendersi il futuro ed ex senior advisor for Innovation del segretario di Stato Hillary Clinton (amministrazione Obama, 2009-2013), un’eventuale vittoria dei Democratici nei midterm sarebbe soprattutto una bocciatura personale per Donald Trump, più che il risultato di un ampio consenso a favore dell’opposizione. Ross fa questa valutazione in un’intervista all’Adnkronos.

Ross spiega che, se i Democratici dovessero vincere, il successo rifletterebbe soprattutto un giudizio negativo sul presidente, non tanto un entusiasmo per un programma alternativo e convincente offerto dai Democratici. In sostanza, osserva, gli elettori andrebbero alle urne per votare contro Trump: sarebbe quindi una bocciatura personale.

Una sconfitta elettorale non comporterebbe però automaticamente la fine del trumpismo. Ross ritiene che questo orientamento ormai domini il Partito Repubblicano — probabilmente oltre l’80% degli eletti repubblicani ne rappresentano l’espressione — e che sia destinato a sopravvivere al suo fondatore. Secondo lui, negli Stati Uniti ci sono già decine di “piccoli Trump” presenti nelle istituzioni come deputati, senatori o governatori.

Perciò, un eventuale arretramento dei Repubblicani verrebbe interpretato da Ross più come una condanna delle scelte e degli errori attribuiti direttamente a Trump che come un rifiuto ideologico del trumpismo. Fenomeni come accuse di corruzione, problemi economici o tensioni internazionali non sono necessariamente legati all’ideologia di fondo, ma possono ricadere sulla persona che guida l’Amministrazione.

Sul piano della politica estera, Ross non prevede cambiamenti rilevanti nemmeno se i Democratici conquistassero una o entrambe le Camere del Congresso. Motiva questa previsione con la natura fortemente esecutiva del sistema politico statunitense: a differenza di un parlamento, l’autorità del presidente in materia di politica estera resta molto ampia, perciò Donald Trump potrebbe continuare a determinare l’indirizzo estero anche con un Congresso controllato dai Democratici.

Più incerto è lo scenario sul riconoscimento dei risultati: Ross, che è anche Distinguished Adjunct Professor alla Bologna Business School, ritiene plausibile che Trump accetti la maggior parte delle affermazioni elettorali ma possa contestarne il risultato in alcuni Stati o circoscrizioni con margini molto ridotti. Il voto di midterm è costituito da centinaia di consultazioni locali simultanee, quindi per minimizzare le contestazioni servirebbe ai Democratici una vittoria netta e diffusa. Infine, pur riconoscendo che i midterm saranno importanti per i democratici che guardano alla Casa Bianca nel 2028, Ross avverte che un buon risultato elettorale non garantisce l’emergere immediato di un leader nazionale: la competizione per la nomination del 2028, conclude, inizierà il giorno dopo le elezioni di metà mandato.