Dal 1° gennaio 2027 la gestione delle Cucine economiche popolari di Padova passerà dalla Fondazione Nervo Pasini all’Associazione Universale di S. Antonio (AUSA) e si integrerà con gli altri progetti di carità e di promozione della devozione antoniana dell’associazione che quest’anno celebra i 140 anni dalla fondazione (1886-2026), da parte di don Antonio Locatelli, presbitero della Diocesi di Padova.
L’annuncio del passaggio di gestione è stato dato dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, stamane venerdì 30 ottobre 2026. Formalmente la Fondazione Nervo Pasini cede il ramo di attività delle Cucine economiche popolari ad AUSA. E fin qui il dato giuridico. In realtà il passaggio s’inserisce in una volontà del vescovo Claudio, iniziata nel 2016 con i cantieri di carità e giustizia, di guardare alla carità in modo sempre più integrato e rafforzato anche alla luce dei cambiamenti sociali e delle evoluzioni della povertà stessa, nelle sue diverse sfumature, dalle più emergenziali a quelle più nascoste. Questo segno vuole essere anche una risposta all’invito di papa Leone alla Chiesa nella sua esortazione apostolica Dilexi te di mettere al centro della propria missione l’amore ai poveri.
«Quella che stiamo comunicando oggi – commenta il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla – è un’alleanza tra due realtà ecclesiali che permette di intravedere mete più significative per il servizio della Chiesa e della città nei confronti delle diverse forme di povertà presenti nel nostro territorio. Questo passaggio della gestione delle Cucine popolari dalla fondazione Nervo-Pasini all’AUSA coniuga l’esperienza di un servizio inserito da oltre un secolo nel tessuto cittadino con un’apertura più universale e permette di tradurre in concretezza le nostre idealità di sostegno, giustizia e solidarietà verso chi vive tempi e condizioni di debolezza e fragilità».
Così due realtà nate in contemporanea a Padova (le Cucine economiche popolari presero vita nel 1882 grazie alla sensibilità di Stefania Omboni di fronte alle conseguenze sociali dell’alluvione; l’Associazione Universale di S. Antonio venne fondata nel 1886 da don Antonio Locatelli per diffondere la devozione e la carità legata alla testimonianza del santo taumaturgo), entrambe legate al vescovo diocesano, con il nuovo anno cammineranno insieme in una missione e visione che valorizzerà da un lato la spiritualità, la sensibilità e la carità legata a sant’Antonio, dall’altro potenzierà quei servizi di prima prossimità ai bisogni fondamentali: un pasto, un bagno caldo, un abito, un’attenzione alla salute, un percorso di emancipazione dalla povertà estrema. Il tutto con uno sguardo a Padova e al mondo, com’è nella tradizione di AUSA.
«La Fondazione Nervo Pasini – sottolinea il presidente don Luca Facco – ha dato forma stabile alle Cucine economiche popolari, che erano un ente di fatto, aprendole alla città e alle parrocchie. Ora il vescovo ci chiede un nuovo passo che coinvolge tutta la Diocesi: le povertà crescono e si fanno più complesse, e solo unendo le forze con AUSA potremo contribuire a custodire la dignità di ogni persona, a partire dalle nuove Cucine. Grazie di cuore alle suore elisabettine, agli operatori, ai volontari e a tutti gli amici e donatori che finora ci hanno sostenuto e accompagnato: questa storia continua anche grazie a loro».
«L’Associazione Universale di S. Antonio festeggia quest’anno i 140 anni di vita – fa eco don Livio Tonello, presidente di AUSA – Prendendo in carico l’attività delle Cucine economiche popolari allarga la propria propensione per la carità e l’attenzione alle fragilità, finora svolta attraverso l’Opera del pane dei poveri con la distribuzione quotidiana di pane e di frutta alle famiglie in necessità. La sinergia con le Cucine permette di far fronte alla crescente povertà con un servizio rinnovato e più efficace, sia per gli ospiti che per i volontari. Continuerà a trovare ispirazione nella figura e nelle opere di sant’Antonio al quale tantissime persone nel mondo si affidano e in suo nome donano».
L’integrazione delle CEP in AUSA è un percorso che ha già visto un lavoro di avvicinamento, incontro, condivisione e collaborazione negli ultimi mesi e che da qui a gennaio compirà i passaggi formali. Il tutto nel rispetto delle identità delle due realtà e nell’ottica dell’integrazione e valorizzazione reciproca: le due realtà andranno a comporre un quadro più ampio di attenzione alle fragilità, che spazierà dai servizi alla persona alla promozione della pedagogia della carità, al sostegno spirituale e che vede nella realizzazione dell’edificio delle nuove Cucine economiche popolari un primo obiettivo comune.
Con la nuova gestione ci sarà man mano una riorganizzazione delle aree operative di AUSA che si svilupperà in “servizi alla persona”; dove confluiranno le attività legate alla carità concreta delle due realtà (dalla mensa all’ambulatorio, dal Pane dei poveri ai buoni pasto scolastici, dai servizi sanitari alle docce ecc.); “spiritualità” della carità con la rivista Il santo dei miracoli, le messe e le attività legate alla devozione antoniana; e “un’area educativa” dove confluiranno le attività legate alla sensibilizzazione nelle scuole, al volontariato formativo d’impresa, al progetto Teatrocarcere Due Palazzi, al Servizio civile universale ecc.).
In questa prima fase la gestione sarà assicurata da un consiglio di amministrazione, da un presidente (don Luca Facco) e un vicepresidente (don Livio Tonello) che saranno espressione dei consigli di amministrazione di Fondazione Nervo Pasini e di AUSA.
Nulla cambierà per gli ospiti delle Cucine: l’accoglienza quotidiana delle persone più vulnerabili proseguirà senza interruzioni, con lo stesso spirito e con la stessa dedizione delle suore elisabettine e di oltre 220 volontari e 15 operatori.
Non cambierà neanche l’IBAN (IT07K0306909606100000187660) per sostenitori e benefattori che, dal 1° gennaio 2027, dovranno solo variare l’intestazione per i bonifici, che sarà “Associazione Universale di S. Antonio”.
Tutte le informazioni si troveranno sul sito rinnovato, all’indirizzo: https://cucineeconomichepopolari.it