FIRENZE (ITALPRESS) – Per la sicurezza dei fiumi e dei torrenti della Toscana “in 6 anni sono stati fatti 150 milioni di lavori”. Lo ha rivendicato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a margine di una iniziativa svoltasi quest’oggi alla Terrazzo Marasco a Firenze.
“Il perfettibile non c’è mai, ma lavoro ne abbiamo fatto tanto-ha aggiunto Giani-. Ci sono tanti interventi da fare che, ad esempio, anche solo 20 anni fa non erano nei piani ed invece li abbiamo fatti, sono quelli sul reticolato idrico minore che poi è quello che in questo momento preoccupa magari di più perché l’abbiamo visto per l’alluvione del 2-3 novembre del 2023. Chi conosceva il torrente Stella a Quarrata, l’Agna a Montale o tanti altri nomi di fiume che si sono poi caratterizzati per l’alluvione, come lo Stregale a Montemurlo, il torrente Furba tra Poggio a Caiano e Carmignano?”.
“Il Furba, che rimane a secco 10 mesi su 12 mesi, ha creato un lago quella notte” dell’alluvione del 2023, “di 2,5 km” ha ricordato Giani, che poi ha sottolineato:“Non si finisce mai di pensare, ideare e lavorare, anche perché i cambiamenti climatici hanno trasformato la pioggia regolare in bomba d’acqua, e la bomba d’acqua proprio su quello che è un piccolo torrente, rio o ruscello, in realtà nell’arco di pochissimo tempo trasforma l’acqua in trascimazione ,quindi noi lavoriamo proprio per rif riuscire a creare le condizioni di prevenzione maggiori. Io posso dire che ragionevolmente, con buon senso, ne abbiamo create veramente tante. L’importante è che non ci sia solo la Regione a lavorare”.
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