Paolo Zampolli, ex rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali, dichiara che gli italo-americani dovrebbero sostenere Donald Trump alle elezioni, sostenendo che il presidente ha a cuore i rapporti con l’Italia.
Secondo Zampolli, una vittoria democratica nei midterm costituirebbe principalmente un ostacolo per l’attività presidenziale: lo definisce un problema che creerebbe difficoltà e perdita di tempo per l’amministrazione.
D. Come valuta l’andamento dei sondaggi in vista dei midterm? Prevede una rimonta per Trump o una vittoria netta dei democratici?
R. Zampolli osserva che storicamente i presidenti perdono terreno nei midterm, ma rileva che Trump è convinto di poter avere successo e che i suoi sostenitori condividono questa speranza.
D. Qual è, secondo lei, il ruolo della comunità italo-americana nel rapporto tra Stati Uniti e Italia?
R. Zampolli sottolinea l’importanza delle relazioni tra i due Paesi e ricorda che negli Stati Uniti vivono quasi 20 milioni di persone di origine italiana. Per lui il legame supera la dimensione burocratica del passaporto e si fonda su storia, valori familiari e amicizia, elementi che rafforzano il rapporto bilaterale.
Richiama inoltre la partecipazione della comunità italo-americana alla convention della NIAF (National Italian American Foundation) a Washington, evidenziando il valore condiviso dei principi italiani e americani. Sul voto invita chi può farlo legalmente a partecipare, ricordando che ogni preferenza può essere determinante in elezioni molto combattute.
D. Ritiene che gli italo-americani continueranno a votare per Trump alle prossime consultazioni?
R. Zampolli dice che, a suo avviso, gli italo-americani dovrebbero votare per Trump, perché ritiene che il presidente abbia a cuore l’Italia e che il suo programma sia favorevole anche agli interessi economici e commerciali legati alla comunità.
D. Che conseguenze avrebbe per Trump la perdita della maggioranza repubblicana in Congresso?
R. Secondo Zampolli, perdere il controllo del Congresso comporterebbe per il presidente molte difficoltà pratiche e rallentamenti nell’attuazione delle sue priorità; esprime anche una valutazione critica sui democratici, che a suo avviso non sarebbero concentrati sull’interesse nazionale.
A supporto della sua posizione cita il tema del muro al confine con il Messico: afferma che durante l’amministrazione precedente erano in corso lavori e acquisti di materiali, ma che alcune decisioni successive avrebbero fermato il progetto e favorito, a suo dire, ingressi irregolari.
Zampolli precisa la propria posizione sull’immigrazione ricordando la sua esperienza personale: dichiara di essere immigrato legalmente, di aver completato le procedure e ottenuto la cittadinanza dopo molti anni, sottolineando l’importanza della migrazione regolare.
D. Ci sono aspetti dell’azione di Trump che ritiene siano stati gestiti male finora?
R. Zampolli non parla di errori generici ma indica due aspetti che non sono andati come sperato: in particolare cita la gestione di un conflitto con l’Iran, definendolo il problema più complesso e rilevante al momento.
Contemporaneamente, richiama i risultati ottenuti dall’amministrazione Trump in termini di accordi di pace, menzionando in particolare una serie di intese siglate durante quel periodo tra Paesi in conflitto.
D. Prevede di tornare a ricoprire un incarico ufficiale nell’amministrazione americana?
R. Zampolli racconta di aver ricoperto l’incarico di rappresentante speciale per circa un anno e mezzo e dice di non sapere se gli verranno offerte altre nomine in futuro. Pur dicendo che sarebbe un grande onore servire, afferma di essere principalmente un uomo d’affari con impegni familiari e professionali che renderebbero difficile un ruolo a tempo pieno nel governo.
Aggiunge che è comunque possibile mantenere rapporti con l’amministrazione senza detenere una posizione federale e cita il Kennedy Center come esempio di incarico prestigioso che potrebbe essere compatibile con la sua attività imprenditoriale.
D. Come valuta i rapporti tra Trump e la premier italiana Giorgia Meloni? Ritiene che la collaborazione sia stabile?
R. Zampolli afferma di credere nell’amicizia tra i due leader e precisa che non è stato lui a gestire direttamente quei rapporti. Si dichiara disponibile a intervenire o a offrire supporto in futuro se gli venisse richiesto.
Conclude ricordando che, fino alla settimana precedente all’intervista, la gestione di alcuni aspetti sarebbe spettata all’ambasciatore Tilman Fertitta (nome che nella trascrizione originale risultava incerto) e ribadisce che non gli è stato chiesto di svolgere compiti specifici; resta comunque disponibile a collaborare se necessario.