Usa ammettono: “Abbiamo armi nello spazio”. Allarme di Cina e Russia

15 settembre 2026 | 15.46

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Per la prima volta gli Stati Uniti hanno dichiarato pubblicamente di aver dispiegato armi nello spazio, affermando di essere pronti a impiegarle per difendere le proprie forze. L’annuncio è arrivato durante l’intervento del segretario dell’Air Force, Troy Meink, all’annuale conferenza della Air and Space Forces Association in Maryland. Meink ha affermato che gli Stati Uniti dispongono ora di capacità di controllo spaziale in orbita in grado di proteggere le forze congiunte da azioni ostili.

Il segretario non ha fornito dettagli sul tipo di armi né sui tempi e numeri del dispiegamento, lasciando molte domande senza risposta. Le sue parole hanno però suscitato reazioni da Cina e Russia, indicati dal sito della US Space Force — la forza creata nel 2019 dall’amministrazione Trump — come i principali competitor. Sul sito si legge che “la Cina sviluppa e opera capacità spaziali come parte della strategia di modernizzazione militare” e che “la Russia considera lo spazio un dominio per lo scontro bellico e ritiene che la supremazia spaziale sarà un fattore decisivo nei conflitti futuri”.

La reazione di Cina e Russia

Pechino ha condannato l’annuncio, criticando la trasformazione dello spazio in “un’arma” e in un possibile “campo di battaglia” che potrebbe alimentare una corsa agli armamenti. Il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, ha chiesto agli Stati Uniti di fermare l’espansione delle capacità militari e la preparazione di una guerra nello spazio. Anche Mosca ha chiesto di mantenere lo spazio libero da armi: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha auspicato un ampio consenso internazionale per lavorare verso la completa smilitarizzazione dello spazio.

Dopo le dichiarazioni di Meink, anche un portavoce della Space Force ha confermato il dispiegamento orbitale di capacità offensive e difensive, senza fornire ulteriori specifiche su tipologia e quantità. Secondo il comunicato, il “controllo spaziale” comprende missioni volte a contestare e dominare lo spazio, impiegando mezzi cinetici e non cinetici per incidere sulle capacità dell’avversario. Tra gli strumenti non cinetici menzionati in genere ci sono sistemi laser per accecare o disturbare sensori satellitari e misure di disturbo elettromagnetico o informatico sui collegamenti dati.