Trump, comizio show di due ore a Dallas: “5mila dollari a ogni americano se i Repubblicani vincono i midterm”

Donald Trump ha chiuso la prima serata della convention repubblicana di Dallas con un comizio di quasi due ore in cui ha esortato gli elettori a recarsi alle urne il 3 novembre, o in anticipo. Ha invitato i presenti a «fare finta» che sia lui il candidato sulla scheda, sostenendo che la posta in gioco è la conquista del Congresso.

Il presidente ha annunciato che tornerà sul palco nella notte di giovedì per chiudere la seconda e ultima serata dell’evento, dopo l’intervento del vicepresidente JD Vance, precisando però che sarà un intervento molto più breve e scherzando sul fatto che dirà solo: «buona fortuna, vi vogliamo bene».

Il comizio e la promessa in caso di una vittoria repubblicana

Aprendo il suo discorso, Trump ha definito la manifestazione come la prima convention organizzata in vista di midterm da un partito e ha auspicato che l’iniziativa diventi un appuntamento ricorrente, sottolineando che tradizionalmente le convention nazionali si svolgono durante le elezioni presidenziali.

Il presidente ha descritto le elezioni di metà mandato come decisive per il futuro del Paese: tra poco più di 50 giorni, ha detto, gli americani sceglieranno se il Paese proseguirà nel suo cammino o subirà un arresto che condizionerà i decenni a venire.

Secondo Trump, una vittoria dei Democratici della «sinistra radicale» porterebbe il Paese a anni di difficoltà per tornare a una situazione stabile; per questo ha esortato a votare Repubblicano per mantenere il progresso economico e la sicurezza nazionale.

Ha inoltre osservato che in passato i presidenti in carica spesso perdono i midterm, e ha promesso di voler rompere questa tradizione. Ha chiesto agli elettori di «fare finta» che sia lui sulla scheda, sostenendo che la sua presenza favorisce i candidati repubblicani, e ha rinnovato la sua affermazione di aver vinto le presidenziali del 2020.

Trump ha annunciato che farà campagna in prima persona in circa 35 competizioni chiave per Camera e Senato, impegnandosi a sostenere i candidati con comizi e tele-rally e talvolta partecipando più volte agli stessi eventi, per cercare di mantenere il controllo del Congresso.

Ha citato in particolare il Texas, dove ha detto tornerà per appoggiare la candidatura al Senato del procuratore generale dello Stato, Ken Paxton, lodandone il ruolo pur prendendolo in giro sul modo di vestirsi.

Nel suo intervento Trump ha attaccato i Democratici definendo errate le loro politiche giudiziarie e di ordine pubblico. Ha affermato che l’anno precedente si è registrata una forte diminuzione della criminalità violenta e ha rivendicato un calo del tasso di omicidi.

Tra le proposte illustrate, ha promesso di porre fine al sistema della cauzione senza pagamento e di introdurre la pena di morte per i grandi narcotrafficanti, per i trafficanti di esseri umani e per chi uccide agenti delle forze dell’ordine.

Il testo ricorda che a agosto Trump aveva firmato un ordine esecutivo contro la cauzione senza pagamento, chiedendo alle agenzie federali di valutare la sospensione di fondi verso Stati e città che la adottano, e che ha ripristinato la possibilità di esecuzioni federali revocando la moratoria introdotta dall’amministrazione precedente.

Infine, il presidente ha promesso che se i Repubblicani conquisteranno sia la Camera sia il Senato distribuirà «un dividendo» di 5.000 dollari a ogni cittadino americano adulto, da spendere negli Stati Uniti, definendolo «Trump dividend». Non ha però fornito dettagli su come sarebbe finanziata o attuata questa misura.

“America” e “Trump” le parole più pronunciate alla convention Gop; Biden il dem più citato

La convention repubblicana, soprannominata dai media statunitensi «Trump-a-palooza» per il ruolo centrale del presidente, ha visto il suo nome ripetuto numerose volte dagli oratori: tra le 16 e le 21 locali (circa le 22 e le 3 in Italia) il suo nome era già stato pronunciato 155 volte, e durante il suo discorso è stato citato altre 16 volte, per un totale di 171 menzioni. Solo la parola «America», nelle sue varianti, è stata usata più frequentemente.

Prima dell’intervento di Trump, il democratico più citato dagli speaker repubblicani era stato l’ex presidente Joe Biden, con 27 riferimenti alla sua amministrazione. Seguivano il governatore della North Carolina Roy Cooper (15 citazioni) e il senatore della Georgia Jon Ossoff (8). Altri nomi menzionati includevano l’ex senatore Sherrod Brown e il candidato dem al Senato nel Michigan Abdul El‐Sayed (7 menzioni ciascuno), il texano James Talarico (6), il governatore della California Gavin Newsom (5) e la deputata Alexandria Ocasio‐Cortez (3).