Il Colbachini si trasforma in una festa gialloblù: le due stelle britanniche del club a tu per tu con ragazzi, famiglie e stampa, condividendo storie e obiettivi: «We love Padova!»
Un tardo pomeriggio di sorrisi, entusiasmo e atletica vissuta da vicino. Le porte dello Stadio Colbachini si sono riaperte per accogliere i ragazzi del vivaio di Assindustria Sport, le famiglie e tanti appassionati, che hanno potuto incontrare due protagoniste assolute dello sprint internazionale: Amy Hunt e Imani Lansiquot, reduci dai trionfi dagli Europei e tesserate per il club gialloblù. Con loro, il tecnico Marco Airale, guida del gruppo di velocisti che ha scelto Padova e lo Stadio Colbachini come base di lavoro.
L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni, ma con la semplicità dei momenti autentici. Hunt, quattro volte medaglia d’oro a Birmingham, ha ribadito il legame speciale con la città: «Padova è casa mia, la adoro. Qui vivo e mi alleno bene, e questo equilibrio è parte della mia crescita tanto quanto le ripetute in pista». La sprinter britannica, laureata in letteratura inglese a Cambridge, ha parlato anche della sua rinascita sportiva: «Sono arrivata qui dopo una stagione difficile, mi sentivo persa. Ma è cambiato tutto: l’ambiente, il metodo, la serenità. Sono felice di poter ispirare tanti giovani che fanno atletica a Padova».
Accanto a lei, Imani Lansiquot ha portato la sua energia e la sua sensibilità. Fresca dell’oro europeo con la 4×100, la velocista londinese ha raccontato il suo rapporto con la città e con il gruppo: «Padova è un posto che ti abbraccia. Mi piace il ritmo, la cultura, la gente. Allenarsi qui significa crescere ogni giorno, e farlo insieme a un gruppo internazionale così affiatato è un privilegio. Qui si lavora duro, ma ci si sente parte di qualcosa. Posso dire che a Padova c’è stata la mia rinascita».
Il Colbachini si è trasformato in un luogo di incontro: foto, cartoline autografate, domande, risate, piccoli aneddoti condivisi di fronte a oltre un centinaio di ragazzi. Airale, affiancato dalla presidente di Assindustria Sport Francesca Facco e dal vicepresidente Giacomo Marcato, ha sottolineato l’importanza di momenti come questo: «L’atletica è anche relazione, ispirazione, contatto. Amy e Imani sono esempi di professionalità e dedizione, e poterle vedere così vicine ai ragazzi è un valore enorme».
Per Assindustria Sport, un’altra serata che conferma quanto l’atletica possa essere strumento di crescita e comunità. Per i giovani presenti, l’occasione di ascoltare dal vivo due campionesse che hanno saputo trasformare talento e determinazione in risultati straordinari. E per la città, un segno ulteriore del legame che Padova sta costruendo con il grande sprint internazionale.
Nelle foto (di Stefano Zampieri) alcuni momenti dell’incontro