09 settembre 2026 | 00.04
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La Russia dichiara di non avere piani per attaccare l’Europa. Le affermazioni del presidente Vladimir Putin e del ministro degli Esteri Sergei Lavrov arrivano nello stesso giorno in cui Putin ha parlato al telefono per un’ora con Donald Trump, dopo le visite a Mosca e Kiev degli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Secondo il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, Putin ha ribadito che non esiste alcuna intenzione aggressiva verso l’Europa e il Cremlino interpreta le voci contrarie come speculazioni utili all’Unione Europea per giustificare maggiore sostegno a Kiev e aumenti della spesa militare. Anche il presidente americano ha recentemente affermato che «Putin non ha intenzione di attaccare paesi della Nato».
Queste smentite arrivano in un contesto di alta tensione, dopo episodi qualificati come guerra ibrida — tra cui l’esplosione di un drone all’aeroporto di Lipsia, attribuita dagli alleati ucraini alla Russia. Lavrov ha ammonito che, se i discorsi fossero interpretati come preparativi di un attacco contro Mosca, «la guerra sarebbe completamente diversa e molto breve», pur ribadendo che la Russia non intende attaccare altri Paesi e definendo tali accuse «risibili» e prive di logica, secondo quanto riportato da Tass.
Il ministro ha definito improbabile che l’Europa pianifichi un attacco mentre sostiene che sia la Russia a preparare un’aggressione, sottolineando l’apparente incoerenza fra l’idea che la Russia stia perdendo e quella che essa stia contemporaneamente mettendo a punto un’invasione del continente. Rivolgendosi poi alla Gran Bretagna, Lavrov ha preso una posizione critica nei confronti delle dichiarazioni di Londra di sostenere l’Ucraina «fino alla fine».
Nel frattempo il governo britannico ha annunciato uno stanziamento di 100 milioni di sterline (circa 116 milioni di euro) per rafforzare le capacità di difesa aerea ucraine nell’inverno prossimo, anche attraverso la fornitura di missili Patriot. Il Regno Unito ha indicato che il suo contributo comprenderà intercettori per la difesa aerea, proiettili d’artiglieria di grosso calibro e droni, nell’ambito di un programma NATO di supporto a Kiev, e ha confermato l’impegno a fornire oltre 120.000 droni quest’anno (finora ne sono stati consegnati 25.000).
Anche la Germania ha annunciato forniture supplementari di missili intercettori necessari per i sistemi Patriot, prelevandoli dalle scorte della Bundeswehr. Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha reso noto la decisione durante una riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, esortando altri Paesi sostenitori a verificare le proprie riserve e valutare consegne analoghe.
Un altro segnale è arrivato dall’Unione Europea: i 27 Stati membri hanno concordato di permettere all’Ucraina di acquistare con fondi europei componenti fondamentali per i sistemi di difesa aerea Patriot. Secondo quanto comunicato dalle autorità europee, il prossimo stanziamento da 3,5 miliardi di dollari dovrebbe contribuire a migliorare la protezione dei cieli ucraini contro attacchi indiscriminati.
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