07 settembre 2026 | 22.24
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Il Donbass resta il principale ostacolo nei negoziati tra Russia e Ucraina, prima ancora che si aprano. Mosca pretende di controllare un ulteriore 19% del territorio, in gran parte nella regione di Donetsk, per sostenere una narrazione di vittoria su un conflitto che ha avviato. Secondo gli analisti dell’Institute for the Study of War, la rappresentazione del “teatro di battaglia” proposta da Putin è distante dalla realtà: le capacità difensive ucraine rimangono solide, quelle offensive russe sono degradate e il territorio da conquistare è vasto e difficile.
Da febbraio 2022 il Cremlino ha fissato e mancato almeno 15 scadenze per completare la presa del Donbass; l’ultima data indicata è la fine dell’anno, che appare anch’essa irrealistica. Dal ottobre 2025 le forze russe assediano Kostyantynivka senza riuscire a prenderla e non sono riuscite a conquistare gli altri centri chiave della cosiddetta “cintura fortificata” di Kiev: Sloviansk, Kramatorsk e Druzhkivka. Gli analisti osservano che non è plausibile attendersi la loro caduta entro fine anno, dato che nessuno di questi centri è stato conquistato in quasi un anno di combattimenti.
Lo stesso think tank con sede a Washington stima, mantenendo le condizioni attuali sul terreno, che la completa conquista della regione di Donetsk da parte russa potrebbe avvenire il 2 ottobre 2032. Tuttavia, avvertono, anche questa data non è certa e non è garantito che Mosca riesca mai a ottenere il controllo totale della regione.
Nel mese di agosto il ritmo medio di avanzamento delle forze russe è stato di 2,91 chilometri quadrati al giorno, leggermente superiore ai mesi precedenti; nelle aree prioritarie per gli obiettivi russi la media è stata di 2,36 chilometri quadrati al giorno. Secondo gli analisti, né la traiettoria attuale né alcuna dinamica plausibile del conflitto suggeriscono che le forze russe possano accelerare drasticamente l’avanzata, mentre il sostegno europeo a Kiev rimanga a livelli simili a quelli odierni.