06 settembre 2026 | 05.25
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Secondo quanto emerso in un forum sul coordinamento militare europeo organizzato questa settimana dalla Munich Security Conference e riportato dal Guardian, l’Europa non sarebbe oggi preparata a sostenere una guerra di logoramento prolungata contro la Russia a causa della scarsa preparazione dell’opinione pubblica. Funzionari della difesa intervenuti all’incontro hanno spiegato che la Russia potrebbe già prevalere nella cosiddetta guerra ibrida contro l’Europa, limitando così le opzioni praticabili dai pianificatori della Nato in caso di conflitto militare.
La crescita delle forze populiste nei principali Paesi europei dotati di capacità militari, compresa l’Italia, mette inoltre a rischio la proposta di affidare alle prime cinque potenze militari del continente — il cosiddetto formato E5 — un ruolo rafforzato di coordinamento della difesa, inteso a compensare la riduzione prevista dell’impegno statunitense nella difesa convenzionale dell’Europa. I funzionari, che hanno parlato nel rispetto dell’anonimato, hanno avvertito che l’opinione pubblica europea potrebbe non essere disposta a sostenere un conflitto prolungato, costringendo la Nato a concentrare i piani su scenari di guerra relativamente brevi.
Un ex membro del governo britannico ha riconosciuto che l’Occidente è stato «pessimo» nel spiegare ai cittadini la portata del conflitto ibrido con la Russia, mentre un diplomatico britannico ha criticato i governi di Downing Street per non aver mai illustrato chiaramente la natura della minaccia. Questo scenario renderebbe molto arduo per i ministri ottenere l’appoggio dell’opinione pubblica per misure come il trasferimento di risorse dalla spesa sociale a quella militare. «Il livello del dibattito è quello di un asilo», ha osservato il diplomatico.
La guerra ibrida e il ruolo dei partiti, focus su AfD e Vannacci
Nel dibattito è stato richiamato anche l’attacco con drone dell’agosto scorso all’aeroporto di Lipsia, che Berlino ha attribuito a Mosca: tra i sospettati figura un cittadino bielorusso con passaporto russo che sarebbe entrato in Europa con un visto turistico rilasciato dall’Italia. Wolfgang Ischinger, presidente della Msc, ha definito «esistenziali» le sfide per la difesa europea e ha proposto che in futuro l’E5 possa arrivare a comprendere anche l’Ucraina, il cui esercito è considerato ormai il più grande e potente del continente.
Diversi interventi hanno segnalato che la crescita di partiti populisti, filo-russi e favorevoli a una rapida conclusione del conflitto ucraino rappresenta «l’elefante nella stanza» rispetto ai piani di maggiore coordinamento della difesa europea, soprattutto in vista delle elezioni previste l’anno prossimo in Polonia, Francia e Italia. Tra le preoccupazioni dei pianificatori militari figurano l’Alternative für Deutschland (AfD) in Germania e, in Italia, il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, indicato come il più probabile veicolo del messaggio russo alle prossime elezioni, secondo il Guardian.
Il quotidiano britannico indica l’Italia come uno degli Stati E5 più esposti agli effetti della guerra ibrida russa sulla politica interna. L’articolo richiama gli avvertimenti recenti del ministro degli Esteri Antonio Tajani sui ripetuti attacchi informatici e sul rischio di interferenze russe nelle prossime consultazioni elettorali, oltre alle osservazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sulla «stupidità» di non riconoscere la minaccia di Mosca e sulla «assenza di anticorpi» della società contro la disinformazione russa, tema emerso anche al vertice Nato di Ankara.