“Chi parla di armi con la stampa?”, Trump usa la macchina della verità: test tra i militari

05 settembre 2026 | 12:18

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Donald Trump ha avviato accertamenti interni per identificare chi ha fornito ai media informazioni sulle dotazioni di armi e munizioni degli Stati Uniti. Secondo resoconti della stampa statunitense, il conflitto con l’Iran, iniziato a febbraio e proseguito a fasi alterne, ha consumato risorse significative; fonti riportano carenze di missili intercettori e di alcuni ordigni come i Tomahawk. Il presidente ha però respinto queste ricostruzioni, definendole «fake news» e affermando che gli arsenali sono adeguati.

Il New York Times riferisce che circa 50 membri dello Stato Maggiore Congiunto sono stati sottoposti al poligrafo nell’ambito dell’indagine sulle fughe di notizie. La Cbs precisa che solo un gruppo ristretto aveva accesso ai dettagli sensibili sulle scorte e ricorda che il ricorso al poligrafo è una prassi per alti funzionari militari e civili, ma che il numero elevato di persone testate in questa occasione è insolito.

Secondo il NYT, agli ufficiali e al personale civile coinvolto è stato chiesto se avessero divulgato informazioni classificate o fornito notizie sul calo delle scorte di munizioni; i test sono stati svolti ad agosto. Oltre a individuare eventuali fonti interne, l’operazione mira a scoraggiare future divulgazioni. Lo Stato Maggiore Congiunto impiega fra 1.500 e 2.000 persone e coordina operazioni e piani militari con comandi in tutto il mondo.

Il Pentagono, tramite il portavoce Sean Parnell, ha dichiarato che il dipartimento «non commenta questioni interne relative al personale o indagini in corso», precisando però che prende «estremamente sul serio tutte le fughe di notizie classificate riguardanti la sicurezza nazionale» e perciò avvia indagini. La tutela delle informazioni riservate è, secondo il comunicato, essenziale per la sicurezza degli Stati Uniti e delle forze dispiegate all’estero.