01 settembre 2026 | 15.32
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Accanto a nomi come Celentano, Al Bano e Sophia Loren, nella percezione russa degli italiani celebri figura anche uno scrittore per ragazzi: Gianni Rodari. È a lui che si è riferita la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, definendo — con un richiamo alla letteratura per l’infanzia — la nomina dell’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov a consulente del ministero della Difesa italiano come una possibile “favola di Rodari”.
Rodari, autore per l’infanzia attivo dagli anni Cinquanta fino alla morte nel 1980, ha avuto in Unione Sovietica una fama particolarmente duratura. Il libro del 1951 Le avventure di Cipollino, tradotto in russo nel 1953, lo rese molto popolare: il protagonista, un anti-eroe figlio dei “pochi vegetali”, si oppone al potere degli ortaggi più ricchi come il cavaliere Pomodoro e il principe Limone, e alla fine libera i più deboli dall’oppressione. Questi temi trovarono grande risonanza nel contesto culturale sovietico dell’epoca e contribuirono a rendere il testo celebre, con vendite che in pochi anni superarono il milione e mezzo di copie. Anche la stampa italiana si accorse del fenomeno, come testimonia un articolo dell’Unità intitolato “Cipollino nel paese dei Soviet” e studi successivi, tra cui il libro di Anna Roberti del 2020.
Il successo di Cipollino segnò l’inizio di una carriera internazionale che comprende opere famose come Filastrocche in cielo e in terra e Favole al telefono; Rodari fu pubblicato da editori principali, in Italia da Einaudi, e vinse il premio Andersen nel 1970. In Unione Sovietica alcune sue opere furono adattate: Il bambino di Napoli divenne un film d’animazione nel 1958 e Cipollino fu musicato e trasformato in un balletto nel 1973. Grandi traduttori russi, tra cui il poeta Samuil Marshak e la linguista Yulia Dobrovolskaya, contribuirono alla diffusione delle sue opere. Rodari visitò più volte l’URSS, anche nell’autunno del 1979; le impressioni di quei viaggi sono raccolte nel volume postumo del 1984 Giochi nell’URSS. La sua presenza nella cultura russa è proseguita anche in anni recenti, come dimostra la scelta di una band pop del 2017 di chiamarsi Džanni Rodari.
Alla luce di questo retroterra culturale non sorprende che Zakharova conosca e richiami Rodari. Va però ricordato che, pur avendo un rapporto affettivo con la Russia, Rodari difficilmente avrebbe voluto essere evocato per legittimare posizioni ufficiali o per commentare decisioni legate alla guerra, dato che molte sue opere promuovono valori contrari alla violenza e all’oppressione.