Un aereo sanitario è stato predisposto per riportare in Italia Alessandro Di Battista, ricoverato a Cuba dopo un malore. Al momento però il trasferimento non è possibile perché le condizioni dell’ex deputato del Movimento 5 Stelle non consentirebbero un viaggio così lungo. Saranno i medici a stabilire quando il trasferimento potrà avvenire in sicurezza. Come spiegato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’Italia sta assicurando la massima assistenza. L’ambasciatrice italiana a Cuba, Simona De Martino, si è recata in ospedale per raccogliere informazioni sul suo stato di salute e per coordinare i contatti con le autorità locali e la struttura sanitaria cubana.
Nessun trattamento speciale
La procedura attivata per Di Battista non è un meccanismo pensato ad hoc, ma un iter già utilizzato in più occasioni per il rientro in Italia di connazionali in condizioni gravi. Variabili come il quadro clinico, la distanza e il tipo di velivolo cambiano di volta in volta. Dall’Ebola alla pandemia di Covid fino ai voli umanitari intercontinentali più recenti, l’Aeronautica Militare ha messo a disposizione mezzi e equipaggi per missioni che talvolta richiedono dispositivi sanitari particolari. L’operazione è regolata da una direttiva della Presidenza del Consiglio del 23 settembre 2011 e prevede un iter articolato, dalla valutazione medica all’autorizzazione del volo. Il trasporto umanitario può essere disposto per connazionali all’estero in situazioni di grave pericolo quando il trasferimento è indispensabile e non è possibile ricorrere a mezzi ordinari o ad altre soluzioni idonee.
L’iter per il volo di rientro
La richiesta di rimpatrio passa dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana e deve essere accompagnata dalla documentazione sanitaria sul paziente, dalla valutazione dell’idoneità al volo e dall’indicazione della struttura italiana pronta a prenderlo in carico. Il dossier viene inoltrato alla Presidenza del Consiglio attraverso l’Ufficio dei voli di Stato, di Governo e umanitari. Se viene autorizzata l’operazione, l’Aeronautica Militare organizza la missione scegliendo velivolo, equipaggio e dispositivo sanitario adeguati alle necessità.
La gravità delle condizioni non è l’unico elemento determinante: è fondamentale anche l’impossibilità di utilizzare un volo civile o altri mezzi appropriati e la reale trasportabilità del paziente. Nel tempo i voli di Stato sono stati attivati in diversi contesti, per emergenze sanitarie individuali, epidemie e crisi. I precedenti dimostrano che la disponibilità di un aereo dedicato per un connazionale all’estero rientra nelle possibilità operative dello Stato quando ricorrono le condizioni necessarie.
Il caso di Niccolò, 17enne bloccato a Wuhan
Un precedente rilevante è il caso di Niccolò, il 17enne di Grado rimasto bloccato a Wuhan nel febbraio 2020. Il ragazzo, fermato due volte in aeroporto a causa della febbre, non poté imbarcarsi sui voli organizzati per gli altri connazionali. Per lui fu predisposta una missione dedicata dell’Aeronautica: un Boeing KC-767 partì da Pratica di Mare il 14 febbraio, raggiunse Wuhan e riportò il ragazzo in Italia il giorno successivo. Il velivolo era configurato per il trasporto in biocontenimento. Niccolò fu quindi trasferito all’Istituto Spallanzani per accertamenti e quarantena e risultò negativo al coronavirus.
Il biocontenimento era stato decisivo anche durante l’emergenza Ebola: nel novembre 2014 il medico di Emergency Fabrizio Pulvirenti, contagiato in Sierra Leone, fu rimpatriato su un KC-767 dell’Aeronautica e ricoverato allo Spallanzani. Nel 2015 uno stesso tipo di dispositivo fu impiegato per riportare in Italia Stefano Marongiu, infermiere di Emergency contagiato sempre in Sierra Leone.
La bambina ricoverata in Thailandia
Un altro caso significativo riguarda una bambina italiana rimpatriata dalla Thailandia nell’aprile 2024. La minore era stata ricoverata d’urgenza a Phuket per una complessa patologia e sottoposta a un intervento che ne aveva stabilizzato le condizioni. La delicatezza del quadro clinico e la giovane età richiedevano un trasferimento rapido e sicuro. L’Ambasciata italiana a Bangkok ha seguito il caso mantenendo i contatti con la famiglia, l’ospedale thailandese e la struttura italiana che avrebbe accolto la bambina. Un velivolo dell’Aeronautica l’ha riportata a Roma per consentirle di proseguire le cure in Italia; in quella circostanza il volo dedicato fu ritenuto necessario per garantire un trasferimento il più breve e meno invasivo possibile.
La capacità di intervenire a grande distanza non riguarda solo le emergenze epidemiche. Il 28 ottobre 2023 un Falcon 50 del 31° Stormo effettuò un volo da Tel Aviv a Torino per riportare in Italia un connazionale ricoverato presso lo Shaare Zedek di Gerusalemme: il paziente fu trasferito all’aeroporto e assistito durante il viaggio da un’équipe medica dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino e da personale sanitario dell’Aeronautica.
Più recentemente, nell’aprile 2026, un Gulfstream G-650 del 31° Stormo di Ciampino è stato impiegato per rimpatriare un connazionale in gravi condizioni bisognoso di cure specialistiche. La missione, richiesta dall’Ambasciata italiana a Bangkok e autorizzata dalla Presidenza del Consiglio, è partita da Ciampino con a bordo un’équipe medica e ha coperto una tratta di circa dodici ore senza scalo, con due equipaggi impiegati per garantire la continuità operativa. L’aereo è atterrato a Milano Linate, dove il paziente è stato poi trasferito al San Raffaele. Tra le missioni di maggiore distanza figura anche un trasporto sanitario da Shanghai effettuato con un VC-900B e due equipaggi, con scalo tecnico a Novosibirsk: l’Aeronautica lo ha indicato come il più lungo volo sanitario effettuato per il rimpatrio di un connazionale.
Farnesina al lavoro per il bambino in Egitto
Un altro caso in corso riguarda il minore italiano di origine marocchina Younes Majidi, ricoverato in terapia intensiva a Sharm El Sheikh dopo un arresto cardiaco seguito a un annegamento. La Farnesina, tramite l’Ambasciata al Cairo e il Console onorario, coordina il rimpatrio sanitario con l’ospedale Regina Margherita di Torino, che si è reso disponibile ad accogliere il bambino. Dopo gli accertamenti, i medici egiziani e italiani hanno stabilito che il minore è trasportabile in aereo. Il rientro potrebbe avvenire nei prossimi giorni.