Il presidente Zanon: “E’ matematico: visto dalle imprese l’aumento dei costi energetici erode i margini; visto dai consumatori, se si spende tanto per i carburanti, si compra meno nei negozi. Ribadiamo la richiesta di misure strutturali”
In un anno incrementi di oltre il 31% per il gasolio e quasi il 19% per la benzina
Allarme per i rappresentanti di commercio e i bus turistici
Com’è noto il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che estende fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise del gasolio, prorogando il provvedimento inizialmente in vigore fino al 4 e poi al 26 agosto.
Servono misure strutturali
“Come sempre qualcosa è sempre meglio del niente, ma sarebbe auspicabile il meglio piuttosto del qualcosa – dice Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto –. L’abbiamo già detto nelle scorse settimane e lo ribadiamo: servono misure strutturali. Nessuno ha mai davvero pensato che il costo di gasolio e benzina sarebbe sceso nel periodo delle ferie, tra esodi e controesodi, ma adesso si va verso la ripresa piena delle attività ed è necessario mettere mano alla questione”.
I numeri degli aumenti per gasolio e benzina
Secondo l’ultima rilevazione disponibile del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riferita al 24 agosto, il gasolio in modalità self service costa in media 2,131 euro al litro e la benzina 2,010 euro. In autostrada i prezzi salgono rispettivamente a 2,204 e 2,088 euro al litro. Il gasolio resta quindi sopra i due euro nonostante il taglio delle accise. Rispetto al 25 agosto 2025, quando costava mediamente 1,622 euro al litro, è aumentato di circa 51 centesimi, oltre il 31%. Nello stesso periodo la benzina, esclusa dal provvedimento, è cresciuta di circa 32 centesimi al litro, quasi il 19%. Ovviamente sono ancora più alti i prezzi al servito. E con prezzi così elevati e diversi da un distributore all’altro, alla pompa non si percepisce il vantaggio dei 17 centesimi.
Margini erosi e consumi ridotti
“È matematico – ragiona Zanon – che se i costi energetici per le imprese aumentano, si erodono i margini. Al contempo, se le famiglie e i lavoratori devono pagare di più per pagare i carburanti, si riducono i consumi nei negozi non solo perché il potere d’acquisto si contrae ma anche perché cresce il prezzo di tanti prodotti, trasportati coi furgoni e i camion, che inevitabilmente vanno a pesare sul consumatore finale”.
Ripercussioni sugli agenti e rappresentanti di commercio
Ci sono, inoltre, alcune categorie che rischiano di essere particolarmente penalizzate dall’aumento dei costi dei carburanti: quella degli agenti e rappresentanti di commercio, rappresentati in seno al sistema Confcommercio dalla Fnaarc, e quella dei bus turistici, con Anbti. “Chi lavora in auto non può vivere di proroghe – avverte Zanon –. Anche in questo caso non sono più rinviabili soluzioni strutturali, tanto più in un contesto di continue tensioni internazionali che si riverberano sul prezzo del barile. I rincari, peraltro, incidono anche sulla scelta di sostituire l’auto e diventa arduo capire anche che tipo di motore scegliere, tra gasolio, benzina, ibrido ed elettrico. Con la stangata alle pompe e questa incertezza, è difficile programmare un investimento”.
Problemi anche per i bus turistici
Situazione delicata anche per i bus turistici: i prezzi alle stelle dei carburanti minacciano imprese e turismo per un settore già segnato dall’aumento dei costi di gestione, dalle limitazioni alla circolazione, dalle Zone a traffico limitato sempre più onerose. Il timore è che, se il contesto geopolitico internazionale peggiorasse ulteriormente, nei prossimi mesi il prezzo del gasolio possa arrivare persino a 3 euro al litro. “Non dimentichiamoci – conclude il presidente Zanon – che proprio in questi giorni Confcommercio nazionale ha stimato che le spese obbligate si “mangiano” oltre il 40% dei consumi delle famiglie, pari a oltre 5.300 euro pro capite per l’abitazione e 1.829 euro per energia, gas e combustibili. In 30 anni i prezzi dei consumi obbligati sono cresciuti oltre il doppio rispetto a quelli dei consumi commercializzabili. Il presidente Sangalli ha rilanciato la necessità di ridurre tasse e costi fissi per rilanciare i consumi. Lo stesso ragionamento vale per i carburanti”.
Venezia, 27 agosto 2026
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