Gli Stati Uniti hanno annunciato che non intendono rinnovare il memorandum d’intesa con l’Iran. Nel discorso nello Studio Ovale, al termine della tregua, il presidente Donald Trump ha descritto Teheran come “in grosse difficoltà”, citando un’inflazione elevata e dichiarando che l’esercito iraniano risulta indebolito. Trump ha inoltre ribadito l’intenzione di esercitare un «controllo totale» sullo Stretto di Hormuz e ha parlato della possibilità di considerarlo sotto la giurisdizione degli Stati Uniti.
La nuova minaccia di Trump di «bombardare pesantemente» l’Oman se «si metterà in mezzo» rappresenta un’ulteriore escalation nei confronti di un paese ritenuto strategico nel Golfo. Non si tratta di un episodio isolato: a maggio il presidente aveva già avvertito che il sultanato doveva «comportarsi come gli altri» o gli Stati Uniti avrebbero potuto intervenire con la forza.
L’Oman, lo Stretto e le tensioni con Washington
Al centro della disputa c’è lo Stretto di Hormuz, la via marittima tra Iran e Oman attraverso cui, prima del conflitto, transitava circa un quinto del petrolio trasportato via mare. Dall’inizio della crisi il traffico è fortemente ridotto e i rapporti tra Washington e Muscat si sono inaspriti: gli Stati Uniti chiedono la piena libertà di navigazione, mentre l’Oman ha avviato negoziati separati con l’Iran su protocolli di sicurezza e modalità di transito.
La Casa Bianca ritiene che una gestione condivisa delle procedure di passaggio sia incompatibile con la libertà di navigazione, motivo che ha portato alle durissime affermazioni di Trump, incluso l’eventuale dichiarare lo Stretto «territorio degli Stati Uniti». La posizione strategica dell’Oman — che controlla la sponda meridionale tramite la penisola di Musandam — mantiene Muscat come attore chiave nella regione.
Turchia rilancia i negoziati
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha parlato al telefono con Trump per discutere i rapporti bilaterali e gli ultimi sviluppi regionali. Erdogan ha sollecitato la prosecuzione dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e ha insistito sulla necessità di privilegiare la via diplomatica per contenere le tensioni, assicurando che Ankara continuerà a sostenere gli sforzi per la pace.
Il leader turco ha inoltre ricordato l’accordo di cooperazione in materia di difesa siglato con Pakistan e Arabia Saudita, definendolo un passo importante per la stabilità regionale. Sul fronte di Gaza, Erdogan ha denunciato un aumento delle azioni israeliane e ha ribadito il sostegno turco alla ricostruzione e a una soluzione politica duratura.
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