Nord Stream obiettivo legittimo? L’analisi del generale della Bundeswehr

Nel contesto della guerra russa contro l’Ucraina, il generale in pensione Klaus Wittmann ha dichiarato a Ukrinform che i gasdotti Nord Stream potrebbero essere interpretati, da un punto di vista strategico e morale, come un obiettivo legittimo.

Wittmann ha affermato di ritenere plausibile considerare il Nord Stream un obiettivo militare, se fosse confermata l’ipotesi avanzata dall’inchiesta tedesca sul presunto coinvolgimento ucraino.

Ha però precisato di non voler offrire una valutazione legale né mettere in discussione l’indipendenza della magistratura: non essendo un avvocato, si è limitato a un’analisi politica e storica, ricordando la sua avversione al progetto Nord Stream 2.

Wittmann ha ricordato che la decisione di realizzare Nord Stream 2 arrivò dopo l’occupazione della Crimea da parte della Russia, nonostante gli avvertimenti provenienti dall’Ucraina e dai Paesi dell’Europa centrale e orientale.

Secondo lui, si preferì considerare il progetto come puramente economico e credere nella Russia come fornitore affidabile di gas a basso costo, ignorando le segnalazioni dei Paesi Baltici, della Polonia e dell’Ucraina che lo vedevano come un’iniziativa con chiare implicazioni geopolitiche.

Wittmann ha citato anche il primo ministro polacco Donald Tusk, ricordando la sua osservazione che il problema era la costruzione del Nord Stream 2, non la sua distruzione.

Pur riconoscendo la gravità della distruzione di beni altrui, Wittmann ha invitato a inquadrare l’episodio nel più ampio contesto politico e strategico della guerra russa in Ucraina.

«Distruggere la proprietà è un fatto serio», ha detto, «ma bisogna valutare anche le implicazioni politiche e psicologiche: conviene alla Germania che la prima condanna per un “crimine di guerra” legato al conflitto in Ucraina riguardi un cittadino ucraino e avvenga in Germania?»

Ha aggiunto di non conoscere nel dettaglio i poteri della Procura generale federale tedesca in materia di estradizione, ma ha sostenuto che, alla luce della portata e dell’orrore dei crimini di guerra russi, non sarebbe opportuno che il sistema giudiziario tedesco si concentrasse principalmente su un presunto “crimine di guerra ucraino”.

Il 26 settembre 2022 esplosioni nel Mar Baltico danneggiarono tre dei quattro gasdotti appartenenti ai progetti Nord Stream 1 e Nord Stream 2.

Nel giugno 2026 la Procura generale federale tedesca ha incriminato un cittadino ucraino, identificato come Serhii K., ex militare ucraino, accusandolo, tra l’altro, di favoreggiamento di un crimine di guerra mediante un attacco a un obiettivo civile.

Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe agito su ordine di organi statali ucraini con l’obiettivo di interrompere forniture di gas verso la Russia e privarla di entrate potenzialmente impiegabili per finanziare il conflitto; l’uomo arrestato ha respinto ogni coinvolgimento.

Nel luglio 2026 la Procura generale ucraina ha dichiarato che le indagini non hanno trovato prove di responsabilità o coordinamento da parte di organi o funzionari statali ucraini nell’organizzazione delle esplosioni.