Iran, Trump: “Decida tra accordo o resa totale”. Teheran e fonti Usa smentiscono nuovi colloqui

Il presidente americano Donald Trump ha detto dallo Studio Ovale di voler concedere all’Iran “un’ultima possibilità” prima di adottare misure drastiche. Ha affermato che mettere in atto il piano è molto difficile, ma che è orgoglioso di offrire occasioni di dialogo: “Mi hanno chiamato e mi hanno chiesto: ‘Ti prego, non attaccare. Faremo un accordo'”, ha detto, sostenendo che la verità di quelle telefonate è nota a tutti.

Trump ha descritto il momento come decisivo per raggiungere un’intesa, dichiarando che i colloqui sono in corso e che la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe avvenire rapidamente. Ha negato che la mediazione sia in stallo e ha osservato che gli iraniani, per qualche ragione, tendono a non ammettere pubblicamente di essere in trattativa. “Questa è l’ultima chance per loro di firmare un buon documento”, ha aggiunto.

Lo Stretto di Hormuz, ha detto il presidente, è uno dei dossier principali: “Stiamo parlando di aprire completamente lo Stretto di Hormuz entro domani”, ha affermato, aggiungendo che i colloqui procederebbero rapidamente e che la questione non è insolitamente complessa.

Successivamente Trump ha precisato che, dopo le negoziazioni sulla navigazione nello Stretto, si affronterà anche il tema del programma nucleare iraniano: “Poi parleremo della capacità nucleare dell’Iran”, ha spiegato.

In un post su Truth Social il presidente ha scritto che Teheran dovrà scegliere tra “accordo o resa totale”, sostenendo che nulla all’Iran arriverà se non deciso dagli Stati Uniti e che l’attuale situazione è il risultato di decenni di comportamenti iraniani.

In precedenza aveva criticato la leadership iraniana definendola “incredibilmente ipocrita”: secondo Trump l’Iran chiede incontri, avvia colloqui con altri Paesi e poi nega pubblicamente di trattare con gli Stati Uniti, lamentando anche le affermazioni iraniane sul controllo dello Stretto di Hormuz nonostante, a suo dire, la presenza e il controllo della Marina statunitense nella zona.

Il ‘giallo’ dei colloqui

Le dichiarazioni di Trump sono arrivate dopo che, a bordo dell’Air Force One, aveva annunciato l’avvio di nuovi negoziati a partire dal 3 agosto, sostenendo di aver sospeso un attacco pianificato insieme a Israele per dare priorità a una soluzione diplomatica. “Naturalmente non vogliono essere attaccati… Ciò che stiamo facendo ora è dialogare con loro attraverso un negoziato. Inizia domani pomeriggio”, aveva detto.

Trump ha inoltre detto che sia l’Iran sia alcuni alleati regionali degli Stati Uniti — Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar — avevano chiesto di posticipare l’operazione militare, ritenendo possibile un accordo. Ha aggiunto che, secondo il suo piano, ci sarebbe prima un’intesa sullo Stretto di Hormuz e poi una soluzione sul nucleare o sulla denuclearizzazione dell’Iran, definendo il piano militare originario come “il più grande attacco dalla Seconda Guerra Mondiale”.

Tuttavia, funzionari statunitensi hanno poi limitato l’entità dell’annuncio: alla Cbs è stato riferito che non sono previsti nuovi negoziati diretti tra Washington e Teheran, mentre proseguono i contatti in corso tra l’inviato speciale per il Medio Oriente, Jared Kushner, il team negoziale americano e rappresentanti iraniani, con la mediazione di Paesi terzi.

Anche Teheran ha escluso colloqui diretti con gli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha chiarito che gli attuali negoziati non sono con Washington: “I nostri negoziati con l’Oman sono incentrati sul raggiungimento di un’intesa che garantisca il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha detto, precisando che tale intesa non equivale automaticamente a una riapertura dello Stretto e che la situazione resterà invariata finché, secondo Teheran, proseguirà quella che definisce l'”aggressione” americana.

Il petrolio cede in Asia oltre 4% dopo annuncio

L’annuncio di Trump ha avuto ripercussioni sui mercati energetici: nelle contrattazioni asiatiche il Brent è sceso del 4,69% a 83,81 dollari al barile, mentre il WTI ha perso il 4,67%, attestandosi a 80,72 dollari.

Esplosione vicino a petroliera in Stretto di Hormuz, nessuna vittima

Nella notte è stata segnalata un’esplosione nei pressi di una petroliera nello Stretto di Hormuz. L’agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO ha riferito che non si registrano vittime: l’equipaggio ha udito un’esplosione nelle vicinanze della nave e sia la nave sia il personale sono al sicuro. L’incidente sarebbe avvenuto a circa 20 miglia nautiche a nord-est della città omanita di Khasab; al momento non sono note le cause.

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