Kallas (Ue) all’Iran: sfruttare la tregua per la diplomazia e la pace nel Medio Oriente

L’Alta Rappresentante dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha chiesto al ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che la «pausa» negli attacchi sia sfruttata per riprendere la via diplomatica con gli Stati Uniti e trovare un accordo in grado di evitare una guerra su vasta scala in Medio Oriente.

Nel corso di una conversazione telefonica con il capo della diplomazia iraniana, l’ex premier estone ha invitato Teheran e Washington a dare priorità ai canali diplomatici, in una fase di calma tesa dopo che le parti hanno posto fine a tredici giorni di reciproci attacchi.

«Nel Golfo, la pausa nei combattimenti può dare ai mediatori il tempo di trovare una via di ritorno alla diplomazia e impedire il ritorno a una guerra su vasta scala», ha scritto Kallas sui social.

Durante il colloquio Kallas ha anche sollevato il caso dei due diplomatici francesi presi di mira e trattenuti da agenti di sicurezza iraniani a Teheran. Sulla questione ucraina, ha apprezzato che Kiev e Teheran abbiano mantenuto i contatti dopo l’aumento della tensione seguito all’attacco ucraino a una nave iraniana nel Mar Caspio: «È incoraggiante», ha osservato, ricordando che l’Iran aveva annunciato di voler reagire all’episodio.

Riguardo al ruolo dell’Iran nella guerra in Ucraina, Kallas ha sollecitato la Repubblica islamica a «porre fine al suo sostegno militare alla Russia». Ha sottolineato che Mosca sta provocando un numero crescente di vittime civili e che tutti i rifornimenti alla Russia contribuiscono ad aumentare le uccisioni di civili. «L’Ucraina ha il diritto di difendersi», ha ribadito.

Da parte sua, il Ministero degli Esteri iraniano ha descritto la telefonata come parte delle consultazioni diplomatiche di Araghchi e degli scambi con la comunità internazionale. In una nota breve ha spiegato che la conversazione si è concentrata sugli «ultimi eventi regionali e internazionali e sui modi per contribuire a ridurre le tensioni e mantenere la stabilità e la sicurezza nella regione».