Trump e l’accordo con l’Arabia Saudita, è rebus Israele: così l’intesa vacilla

La Casa Bianca e il presidente Donald Trump hanno dichiarato che l’intesa per il nucleare civile tra Stati Uniti e Arabia Saudita, annunciata mercoledì scorso, è condizionata all’adesione di Riad agli Accordi di Abramo: senza tale adesione, l’accordo non avrebbe valore. La precisazione è arrivata dopo un post del presidente su Truth che ha riformulato i termini dell’intesa.

Nell’annuncio del dipartimento dell’Energia non era stata invece menzionata questa condizione, suggerendo che gli Accordi di Abramo non fossero parte dei documenti resi noti. La discrepanza tra il comunicato ufficiale e il post di Trump ha suscitato attenzione e incertezza.

Il Times of Israel ricorda che l’amministrazione Biden aveva a sua volta subordinato la cooperazione nucleare saudita al riconoscimento di Israele. Il post di Trump è arrivato dopo preoccupazioni espresse da sostenitori di Israele per la possibilità che l’intesa procedesse senza legarla formalmente all’adesione di Riad agli Accordi di Abramo, negoziati nel 2020 dalla prima amministrazione Trump per normalizzare relazioni tra Israele e alcuni Paesi arabi.

Il post di Trump e l’ultimatum della Casa Bianca a Riad

Nel suo messaggio su Truth, Trump ha affermato che l’intesa sul nucleare civile è “completamente subordinata” all’adesione dell’Arabia Saudita agli Accordi di Abramo. Ha precisato che si tratta di un accordo per impianti civili senza arricchimento di materiale, destinati a usi non militari, e che gli Stati Uniti non si oppongono alla costruzione di tali impianti purché non prevedano arricchimento.

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato che se Riad non aderirà agli Accordi di Abramo, l’intesa “salta”, e ha detto ai giornalisti che Trump non aveva ancora parlato con la leadership saudita dopo il post.

Interrogata sul perché la condizione non fosse stata inclusa nella dichiarazione del segretario all’Energia, Leavitt ha risposto che il presidente è l’autore degli accordi finali e che in più occasioni aveva già sottolineato ai sauditi l’importanza dell’adesione. Ha inoltre ricordato che Trump aveva sollevato la questione nelle conversazioni precedenti; dal canto suo, il principe ereditario Mohammed bin Salman ha più volte detto che non normalizzerà le relazioni con Israele senza un chiaro percorso verso la creazione di uno Stato palestinese.

“Idea di Trump, non richiesta di Israele”

Alla domanda se la richiesta di adesione fosse venuta da Benjamin Netanyahu, la portavoce ha risposto che, per quanto ne sa, non è stata una richiesta di Israele ma una proposta del presidente Trump. Leavitt ha descritto l’adesione agli Accordi di Abramo come un obiettivo di lungo periodo di Trump, finalizzato ad allargare quegli accordi e contribuire a una maggiore stabilità e pace nella regione.

Ha aggiunto che, per il presidente, l’accordo energetico e con l’Arabia Saudita dipende da questa condizione e che l’espansione degli Accordi di Abramo è considerata uno dei risultati storici del suo mandato da promuovere ulteriormente.

Netanyahu: “Adesione Riad ad accordi Abramo sarebbe passo verso pace”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto, citando le parole di Trump, che l’adesione dell’Arabia Saudita agli Accordi di Abramo rappresenterebbe un passo storico verso la pace in Medio Oriente.

In una dichiarazione pubblicata sul suo profilo X, Netanyahu ha inoltre affermato che le azioni congiunte Usa-Israele contro l’Iran e le misure contro quella che ha definito l'”asse del terrore” hanno creato l’opportunità di ampliare l’area di pace, parlando di una “pace attraverso la forza”.

Riad e il ‘tweet che non annulla gli accordi’

Fonti saudite citate dalla giornalista Laura Rozen e riprese dal Times of Israel hanno dichiarato che l’intesa è già stata firmata e che non è negoziabile: “I tweet non annullano gli accordi firmati”, hanno detto le fonti anonime, sottolineando che gli aspetti formali dell’intesa restano quelli sottoscritti.

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