Gli Istituti Italiani di Cultura (IIC) e i loro direttori sono fondamentali per la rappresentazione dell’Italia all’estero. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo alla Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, sottolineando l’importanza delle visite ufficiali del ministero agli IIC per valorizzare un lavoro spesso svolto in condizioni difficili. La cultura, ha osservato, non si limita ai libri o all’arte visiva: racchiude l’essenza e lo stile di vita italiani — la nostra identità, il modo di vestire, di parlare e di cucinare — e include l’enogastronomia; la dieta mediterranea e il vino sono elementi identitari e sociali da tutelare anche contro attacchi esterni o pressioni economiche.
Tajani ha poi ricordato le tradizioni che contribuiscono all’identità italiana, dalle bande musicali dei piccoli comuni alle grandi opere d’arte e architettura: tutto concorre a definire l’identità italiana ed europea. Ha citato sia la musica leggera sia le forme musicali folkloristiche. Nell’ambito dell’iniziativa sul ‘Turismo delle Radici’, parte della politica estera volta ad attrarre in Italia persone di origine italiana o connazionali residenti all’estero, sono state coinvolte anche le bande, simbolo delle feste locali e del passaggio del santo per le vie del paese, elementi profondamente radicati nella nostra identità.
Secondo Tajani è ora necessario rafforzare la presenza culturale italiana nel mondo: se l’Italia non è una superpotenza militare, lo è sul piano culturale. La cultura rappresenta la nostra identità ed è anche un’opportunità di crescita economica. Il ministero sta lavorando con il Ministero del Turismo per promuovere, nel solco del Festival di Sanremo, la musica leggera italiana insieme ad altre iniziative culturali, come la valorizzazione della Collezione Farnesina — la più grande raccolta d’arte contemporanea in Italia — e la promozione della lingua italiana. Lo scorso anno è stata lanciata la prima Giornata della lingua e della cultura italiana, pensata per far conoscere il Paese, favorire l’aggregazione e generare valore anche in termini economici.
Tajani ha poi parlato della riforma del Ministero degli Esteri che entrerà in vigore il 1° gennaio: la cultura è stata inserita nella Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese e la Crescita, in una visione coordinata che mette insieme dimensione culturale ed economica. La cultura è identità, ma l’industria culturale è anche un potente volano economico esportabile all’estero, dato l’interesse per la musica, il cinema e la letteratura italiani. A titolo esemplificativo ha ricordato le numerose traduzioni di Dante, che testimoniano il grande interesse globale per la nostra cultura.
Il ministro ha inoltre evidenziato il collegamento tra diplomazia e diplomazia culturale, definendo la cultura sinonimo di pace. Presentando un libro sul ruolo dei Papi nella promozione della pace, è emerso come gli aspetti culturali e religiosi siano decisivi. Il 28 e 29 a Roma si terrà un incontro, che il ministro inaugurerà insieme all’omologo saudita, dedicato alla risoluzione della crisi mediorientale e alla prospettiva “due popoli, due Stati”: una sessione sarà riservata al dialogo interreligioso, a dimostrazione dell’importanza della dimensione religiosa nella costruzione della pace.
Riguardo alla Fiera del Libro di Guadalajara, dove l’Italia sarà ospite d’onore, Tajani ha sottolineato la necessità di impegnarsi e sostenere l’evento, che rappresenta una grande occasione per l’editoria italiana e per la promozione della nostra identità. Il ministero assicurerà tutto il sostegno necessario affinché gli Istituti Italiani di Cultura rappresentino il fiore all’occhiello della partecipazione italiana. Il ministro ha espresso anche soddisfazione personale nel poter sostenere iniziative culturali positive, ribadendo che la cultura costruisce ponti e non li abbatte.
Rivolgendosi alla direttrice dell’IIC di Praga, Maria Luisa Pappalardo, Tajani ha ricordato come la nostra identità sia molto apprezzata in città come Praga. La politica estera italiana ha due direttrici principali: le relazioni transatlantiche e l’Unione Europea. L’Unione Europea non può essere solo un insieme di istituzioni come il Palazzo Berlaymont, ma è anche attraversata dalle radici cristiane che fanno parte dell’identità europea; la presenza italiana attraverso gli IIC può contribuire a rafforzare questa identità.
Il ministero, ha ricordato Tajani, è stato organizzato in modo da integrare la dimensione politica con quella economica, inserendo la cultura nella Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese, con l’obiettivo di perseguire insieme crescita economica e sviluppo culturale.
Sulla dimensione economica, Tajani ha fornito dati sull’industria culturale: vale circa 310 miliardi, oltre il 15% della ricchezza nazionale, e dà lavoro a un milione e mezzo di persone. L’industria culturale e creativa ha generato 116 miliardi di valore aggiunto. Queste attività sono fortemente concentrate nelle aree urbane del Centro-Nord, ma mostrano una capacità di crescita anche nel Mezzogiorno.
Infine il ministro ha ricordato l’importanza dell’industria dell’editoria come componente fondamentale della cultura italiana. In vista della partecipazione come ospite d’onore a Guadalajara, sarà necessario attivare le reti italiane in Messico per presentare la nostra identità ai numerosi visitatori della manifestazione. L’editoria italiana impiega circa 70mila persone, ha un valore di circa 3,2 miliardi ed è la quarta in Europa e la sesta nel mondo: questo testimonia la ricchezza della produzione nazionale, che include autori contemporanei e classici tradotti. Tajani ha ringraziato anche l’ICE per il sostegno all’industria culturale.