Ucraina, Tafuro (Ispi): “fuga Ermolaev a Monaco lo ha reso bersaglio politico”

Se venisse confermato il coinvolgimento del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina nell’attacco avvenuto a Monaco ai danni del miliardario di origine ucraina Vadim Ermolaev, sarebbe uno scenario «altamente preoccupante» per l’Europa. Lo osserva Eleonora Tafuro, ricercatrice dell’Ispi, sottolineando la gravità del fatto che i servizi d’intelligence, sia ucraini sia russi, possano avere accesso e capacità operative così estese sul territorio europeo. Tuttavia, Tafuro invita alla prudenza sulle responsabilità: i servizi segreti ucraini non sono l’unica ipotesi possibile, che include anche persone legate al mondo degli affari, mafie o organizzazioni criminali internazionali. «Siamo in una fase in cui non è il caso di fare troppe congetture», aggiunge.

Per Tafuro, la pista più plausibile riguarda i legami dell’imprenditore con attività economiche in Crimea, area occupata dalla Russia. Ricorda che nel 2023 il governo ucraino aveva sanzionato Ermolaev perché proseguiva affari in Crimea. Continuare operazioni economiche in territori occupati significa infatti rapportarsi direttamente con le autorità russe, adattarsi alle loro norme e, di fatto, contribuire a legittimare l’occupazione.

Tafuro precisa inoltre che Ermolaev, cittadino cipriota dal 2017, si era trasferito nel Principato di Monaco ed era incluso nel cosiddetto «Battaglione di Monaco», definizione usata per gli oligarchi ucraini trasferitisi in Costa Azzurra dopo l’invasione su larga scala. Faceva parte di quel gruppo di imprenditori che avevano lasciato il Paese dall’inizio del conflitto, comportamento che in Ucraina aveva suscitato frustrazione e rabbia: venivano percepiti come traditori, e il fatto di continuare a fare affari nei territori occupati li rendeva bersagli politici. (di Valerio Sarsini)