Acciaio Ue: nuovi dazi contro la sovraccapacità, protezione per l’industria

Domani entra in vigore nell’Unione Europea un nuovo regolamento volto a proteggere il settore siderurgico Ue dalla sovraccapacità produttiva globale. L’obiettivo è sostenere sul lungo periodo un’industria considerata strategica per la manifattura e la sicurezza nazionale. Il testo riduce in media del 47% le importazioni esenti da dazi per 26 categorie di prodotti siderurgici rispetto ai contingenti previsti dalle precedenti misure di salvaguardia.

Dal giorno di entrata in vigore sarà consentito l’ingresso nell’Ue di 18,3 milioni di tonnellate di acciaio all’anno senza dazi. Il regolamento di esecuzione stabilisce la metodologia di ripartizione di questo contingente tra i partner commerciali; le importazioni che superano il contingente saranno soggette a un dazio del 50%.

La Commissione sottolinea che il contingente è stato suddiviso tra i partner con una metodologia che definisce criteri «equi e oggettivi», in linea con il regolamento sull’acciaio. Tale metodologia è conforme alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e tiene conto di eventuali intese preliminari raggiunte nell’ambito dei negoziati previsti dall’articolo XXVIII del GATT.

Per Paesi con accordi commerciali riduzione minore di quote senza dazi

La ripartizione distingue tra partner che hanno accordi di libero scambio (Als) con l’Ue e quelli che non ne hanno, garantendo ai primi un trattamento più favorevole attraverso volumi di contingente superiori. La metodologia considera anche le esigenze di diversificazione e sicurezza degli approvvigionamenti.

In pratica, metà del contingente annuo (9,15 milioni di tonnellate su 18,3 milioni) è riservata esclusivamente ai partner con accordi di libero scambio, mentre l’altra metà è disponibile a tutti i partner commerciali, inclusi quelli con Als, senza discriminazioni.

Nella quota riservata ai partner con Als, una parte consistente è assegnata specificamente a Paesi che storicamente hanno detenuto almeno il 5% delle importazioni Ue, basandosi sulla media dei volumi nel periodo 2022-2024.

I volumi residui sono accessibili su base competitiva a tutti i partner con Als. Di conseguenza, la maggior parte dei partner che hanno concluso accordi di libero scambio con l’Ue subirà una riduzione dell’accesso al mercato inferiore alla riduzione media del 47% prevista dal regolamento.

Sovraccapacità globale supera 620 mln di tonnellate

La Commissione osserva che la sovraccapacità produttiva globale, alimentata in molti casi da pratiche non di mercato, ha superato i 620 milioni di tonnellate e potrebbe arrivare a 721 milioni di tonnellate, una quantità superiore a cinque volte il consumo annuo di acciaio dell’Ue.

Parallelamente, molti Paesi terzi stanno rendendo più restrittivi i loro mercati alle importazioni, spesso attraverso l’imposizione di dazi, con il rischio che i flussi commerciali vengano deviati verso l’Ue, dove la penetrazione delle importazioni resta su livelli storicamente elevati.

La nuova misura entra in vigore dopo la scadenza della precedente salvaguardia sull’acciaio. Secondo la Commissione è essenziale mantenere un’industria siderurgica solida, garantire gli investimenti necessari per la decarbonizzazione e tutelare l’autonomia strategica in questo settore chiave.

Un alto funzionario Ue non prevede ritorsioni da parte degli Stati Uniti, che — secondo quanto riferito — apprezzano la misura, la quale colpisce in particolare la Cina ma interessa anche Paesi come Turchia e India dove la produzione è elevata. La sovrapproduzione ha infatti cause strutturali che non riguardano esclusivamente la Cina, sebbene Pechino sia tra i maggiori utilizzatori di pratiche considerate non di mercato.