La Francia è scossa per la scomparsa e la morte di Lyhanna, una bambina di 11 anni scomparsa il 29 maggio. Il corpo della studentessa delle scuole medie è stato ritrovato ieri in un silo agricolo abbandonato vicino al villaggio di Puycasquier, nel dipartimento del Gers. La procura di Agen ha precisato che le cause del decesso non sono ancora state determinate e che sono in corso ulteriori accertamenti e analisi.
Le autorità hanno sottolineato che, fino alle conclusioni dell’inchiesta, non è possibile attribuire responsabilità o prevedere sanzioni. Il principale sospettato, Jérome Barella, 41 anni e padre di famiglia, è però sotto custodia cautelare. L’uomo lavorava nell’azienda agricola dove è stato rinvenuto il corpo ed è noto alle forze dell’ordine per denunce e segnalazioni, alcune delle quali riguardano violenza sessuale e stupro; parte di queste segnalazioni era stata archiviata.
La procura ha aperto un’inchiesta per sequestro di persona, sottrazione di minore e omicidio di una minore di 15 anni. La notizia ha suscitato forte indignazione pubblica e politica, e sono state annunciate manifestazioni con lo slogan “Io sono Lyhanna”.
Il presidente Emmanuel Macron ha espresso solidarietà alla famiglia e agli amici di Lyhanna, parlando di un momento di sostegno e riflessione per la nazione. Dal Montenegro, dove si trova in visita, Macron ha affermato che si sono verificati malfunzionamenti e che sono emerse falle che devono essere chiarite, rimarcando la necessità di esaminare responsabilità collettive, sistemiche e individuali.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha dichiarato di essere particolarmente colpito dalle presunte irregolarità giudiziarie emerse e ha chiesto verifiche per accertare se tutti i segnali d’allarme siano stati considerati e se le procedure abbiano funzionato come previsto.
I ministri della Giustizia, Gérald Darmanin, e dell’Interno, Laurent Nuñez, si sono riuniti d’urgenza a Matignon: secondo i media sono emerse indicazioni che elementi probatori importanti sarebbero stati ignorati e che il sospettato non sarebbe stato interrogato nell’ambito di indagini successive a una denuncia per stupro presentata lo scorso agosto. Lecornu ha auspicato che le prime conclusioni dell’inchiesta amministrativa avviata siano disponibili entro quindici giorni.
Darmanin, con un post sul social X, ha denunciato gravi disfunzioni nella gestione delle denunce relative al sospettato, ribadendo che la protezione dei minori deve essere una priorità assoluta. Il ministro ha convocato una riunione dei Procuratori Generali per discutere della questione.
Il ministero della Giustizia ha annunciato che saranno proposte sanzioni per i magistrati qualora vengano accertate irregolarità o cattiva condotta. I media riferiscono di irritazione per le decisioni prese in precedenza nell’ambito di un caso collegato: una ragazza identificata come Rosa aveva denunciato lo scorso agosto di essere stata vittima di stupro, accusando lo stesso sospettato; quel fascicolo sarebbe stato trasmesso dalla procura di Tolosa a quella di Auch lo scorso 28 ottobre e non sarebbe stato trattato come urgente.
Per lunedì sono state annunciate manifestazioni a partire dalle 19 davanti ai tribunali e al ministero della Giustizia in diverse città francesi. Tra gli organizzatori figurano Nous Toutes, il collettivo Enfantiste e la Fondation des Femmes, che hanno invitato a partecipare con lo slogan “Io sono Lyhanna”. Anche figure del mondo culturale hanno preso posizione, chiedendo che non si tollerino abusi commessi da persone già note al sistema giudiziario.
