La Nato spinge per aumentare la spesa militare, con gli Alleati europei che si preparano a un ruolo piu autonomo all’interno dell’Alleanza. Gli Stati Uniti hanno chiesto piu investimenti, maggiore capacita produttiva nel settore della difesa e un maggiore impegno strategico sui fronti che vanno dall’Ucraina allo Stretto di Hormuz. Questo quadro e emerso alla riunione ministeriale Esteri della Nato a Helsingborg, dove il tema principale e stato il riequilibrio delle responsabilita interne all’Alleanza, in parte sollecitato dalle pressioni americane.
L’accelerazione verso l’obiettivo del 5% del Pil per la difesa
Mark Rutte ha sostenuto che si sta accelerando verso l’obiettivo fissato al vertice dell’Aja di portare la spesa per la difesa verso il 5% del Pil. Ha osservato che i fondi stanno effettivamente arrivando e che molti alleati stanno incrementando rapidamente gli investimenti, con decine e, nei prossimi anni, centinaia di miliardi di euro aggiuntivi destinati alla sicurezza.
Nel contempo e ripreso il dibattito sulla maggiore “europeizzazione” della Nato: il ministro francese Jean-Noel Barrot ha definito questo momento un’opportunita per rafforzare il pilastro europeo dell’Alleanza, mentre Washington sta riconsiderando la propria presenza militare sul continente. Rutte ha commentato positivamente la decisione del presidente americano Donald Trump di inviare 5mila soldati in Polonia, ribadendo pero che la traiettoria auspicata e quella di “un’Europa piu forte e una Nato piu forte”, meno dipendente a lungo termine dagli Stati Uniti.
Secondo Rutte, l’evoluzione definita “Nato 3.0” e in parte il risultato delle pressioni statunitensi sul Vecchio Continente: gli europei avrebbero recepito il messaggio, sia sul tema delle basi militari utilizzate dagli Usa sia sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Marco Rubio ha riconosciuto l’impegno degli alleati e ha spiegato che la revisione della presenza militare americana in Europa non va vista come una punizione, ma come un riequilibrio necessario degli impegni globali degli Stati Uniti. Ha ringraziato gli alleati che hanno rispettato gli obblighi di spesa per la difesa e ha lanciato un avviso sulla capacita industriale dell’Alleanza, sottolineando che oggi la produzione di munizioni non e sufficiente per sostenere le esigenze future.
Il ‘defence industrial compact’
Con un focus piu marcato sul ruolo europeo, il ministro italiano Antonio Tajani ha insistito sulla necessita di rafforzare il pilastro europeo della Nato e di ridurre la dipendenza strategica dagli Stati Uniti. Tajani ha detto che l’Europa deve affermarsi come protagonista e non come destinataria di assistenza, auspicando la fine di una logica di assistenzialismo americano verso l’Europa.
Tajani ha proposto la creazione di un “defence industrial compact” tra gli alleati per rafforzare la cooperazione industriale nella difesa e nella sicurezza. Ha precisato che il tema e stato discusso in una riunione ristretta con i Paesi dell’E5, insieme a Turchia, Paesi Bassi e Svezia, in vista del vertice di Ankara, che dovrebbe vedere la partecipazione anche del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Ampio spazio e stato dedicato anche alla situazione ucraina: Rutte ha sottolineato l’importanza di assicurare a Kiev tutto il necessario per sostenere lo sforzo bellico e ha chiesto una distribuzione piu equilibrata degli aiuti tra gli Alleati, osservando che attualmente solo sei o sette Paesi si fanno carico della maggior parte del peso.
Tajani, dal canto suo, ha ribadito il sostegno italiano all’entrata dell’Ucraina nell’Unione Europea, pur sottolineando che e necessario “preparare il terreno” con riforme e misure anticorruzione, riferendosi anche alla proposta di una forma di “membership light” per Kiev. Ha confermato che l’obiettivo finale e vedere l’Ucraina diventare membro effettivo dell’UE, insieme ai Balcani occidentali, definendo questo traguardo di fondamentale importanza per l’Italia. (Dall’inviato Piero Spinucci)
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