“Se fossi Putin, agirei nelle prossime settimane”. Lo ha detto Carlo Masala, professore di politica internazionale alla Bundeswehr University di Monaco e autore del bestseller geopolitico “If Russia Wins”, intervistato durante lo speciale Adnkronos dalla Lennart Meri Conference di Tallinn. Il suo libro, che ipotizzava un’azione russa sulla citta estone di Narva per mettere alla prova la Nato, resta rilevante, ma con una precisazione: oggi non sceglierebbe piu Narva perche gli estoni l’hanno rafforzata nell’ultimo anno, rendendo difficile un’azione rapida. Il nucleo del suo ragionamento pero non cambia: la Russia cerchera di misurare la determinazione della Nato.
Masala collega questa possibile mossa a una congiuntura politica favorevole: in Francia ci sono elezioni imminenti dal risultato incerto, nel Regno Unito un governo guidato da Starmer che potrebbe avere una vita breve, mentre il presidente americano su piattaforme pubbliche sostiene di non voler difendere la Nato. A suo avviso, gli Stati Uniti appaiono inoltre distratti e con risorse limitate, anche sul piano delle munizioni nel Golfo Persico. In sintesi, per Masala e uno scenario strategico che potrebbe incentivare provocazioni in Europa.
Riguardo alla notizia del mancato dispiegamento di circa 4.000-5.000 soldati statunitensi in Polonia, Masala distingue tra simbolo e sostanza: numericamente si tratta di una quantita modesta rispetto alle forze Usa in Europa, ma il segnale politico e significativo e rischia di comunicare a Mosca una minore disponibilita americana a difendere il continente come fatto finora. Sul ritardo italiano nel riarmo rispetto alla Germania, la sua lettura e di natura storico-geografica: la Germania guarda a est e percepisce una minaccia diretta da una possibile vittoria russa in Ucraina; l’Italia, dal dopoguerra, ha focalizzato maggiormente la propria attenzione sul Mediterraneo e vede li la minaccia principale, mentre la Russia resta per molti aspetti psicologicamente distante.
