Secondo un’analisi di Rbc-Ucraina, il Cremlino valuterebbe possibili nuove escalation nel conflitto in Ucraina: i negoziati restano fermi e il cessate il fuoco annunciato per la parata del 9 maggio sarebbe, secondo fonti ucraine, una semplice pausa tattica. Tra le opzioni al vaglio di Mosca ci sarebbero l’intensificazione degli attacchi contro infrastrutture strategiche, la possibilita di una nuova mobilitazione di massa e un’attenzione particolare alle attivita della Bielorussia.
Dopo una parata del Giorno della Vittoria dal profilo piu contenuto rispetto agli anni precedenti, Vladimir Putin ha dichiarato di ritenere che la guerra si stia avvicinando alla fine. Ha inoltre aperto alla possibilita di nuovi negoziati sulla sicurezza europea, proponendo l’ex cancelliere Gerhard Schroeder come potenziale mediatore: una ipotesi che in Germania ha suscitato scetticismo per i noti legami di Schroeder con il Cremlino e con aziende energetiche russe.
Parallelamente il Cremlino ha confermato che gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner potrebbero fare ritorno a Mosca per proseguire il dialogo promosso dall’Amministrazione Trump. Yuri Ushakov, consigliere di Putin, ha detto che i due emissari dovrebbero arrivare <
Nonostante questi segnali pubblici, fonti militari e politiche citate da Rbc-Ucraina osservano che non ci sono elementi concreti sul terreno che indichino una de-escalation reale. La tregua collegata alle celebrazioni del 9 maggio avrebbe riguardato soprattutto una temporanea riduzione di attacchi con droni e missili, mentre le operazioni sul fronte non si sarebbero fermate. Secondo una fonte informata, Mosca avrebbe nel frattempo accumulato nuove capacita offensive.
Le prossime mosse del Cremlino
Rbc-Ucraina rileva che le esternazioni di Putin non mostrano una disponibilita immediata a compromessi e che il Cremlino sarebbe al lavoro per avviare una nuova fase del conflitto, ridefinendo obiettivi e modalita degli attacchi. Una delle principali modifiche riguarda la strategia dei bombardamenti: dopo mesi di raid mirati alle infrastrutture energetiche, che hanno causato danni significativi senza piegare la resistenza ucraina, l’attenzione russa sembrerebbe spostarsi verso altri obiettivi strategici come impianti dell’industria della difesa, infrastrutture gas-petrolifere e depositi di carburante, come indicato dal portavoce dell’Aeronautica ucraina, Yuri Inhat.
Alcune fonti stimano che almeno sino all’autunno la Russia non reimpostera una campagna di bombardamenti sistematica contro la rete energetica come quella dello scorso inverno, ma cresce il timore che, con l’avvicinarsi dell’estate, possano essere presi di mira anche sistemi idrici, un rischio piu volte richiamato nelle ultime settimane anche dal presidente Volodymyr Zelensky.
Contemporaneamente, Mosca starebbe modificando le modalita operative degli attacchi: l’aumento della produzione dei droni Shahed consentirebbe attacchi in piu ondate nell’arco della giornata, con l’obiettivo di logorare le difese aeree ucraine e il personale. Rbc-Ucraina segnala inoltre che la Russia avrebbe ripreso ad accumulare missili balistici Iskander-M dopo il loro ampio impiego durante l’inverno.
Il ruolo della Bielorussia
Sul fronte settentrionale l’attenzione e concentrata sulla Bielorussia. Dall’inizio del conflitto Alexander Lukashenko ha sostenuto Mosca, offrendo territorio e infrastrutture militari e trasferendo armamenti da depositi bielorussi. Secondo la Guardia di frontiera ucraina, Minsk continuerebbe a fornire supporto logistico e tecnologico ai droni russi, mentre Zelensky ha denunciato un aumento delle attivita militari bielorusse nei pressi del confine. Kiev ritiene che attualmente la Russia non disponga in Bielorussia di forze sufficienti per un’offensiva su larga scala, ma resta il rischio di provocazioni o operazioni ibride lungo il confine.
Il reclutamento in Russia
Un altro nodo cruciale e la mobilitazione in Russia. Il Cremlino continua a reclutare personale tramite campagne rivolte a coscritti, detenuti e mediante forme indirette di reclutamento nelle regioni periferiche. Il piano per il 2026 prevede l’arruolamento di oltre 409.000 militari a contratto, circa 34.000 al mese, una cifra che secondo Rbc-Ucraina servirebbe soprattutto a compensare le perdite sul fronte. Per questo motivo Mosca valuterebbe anche l’ipotesi di una nuova mobilitazione di massa simile a quella dell’autunno 2022, quando furono richiamati circa 300.000 uomini dopo le sconfitte nella regione di Kharkiv.
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