Sembrerebbe che la Spagna stia adottando, per la gestione dei flussi migratori, un approccio esterno che ricorda il modello seguito dall’Italia: Madrid ha avviato una cooperazione con la Mauritania mirata a fermare le partenze verso le Canarie. Pur richiamando il modello Italia-Albania – citato anche dall’avvocato generale della Corte di Giustizia Ue Nicholas Emiliou – la strategia spagnola presenta tempi e modalita diversi. Contemporaneamente, il governo di Pedro Sanchez ha approvato una regolarizzazione interna che potrebbe riguardare fino a 500.000 persone, misura che ha suscitato dure critiche dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), guidato in Italia da Fratelli d’Italia.
L’intesa con l’Ue
Il nucleo esterno della strategia spagnola e l’accordo tra Unione Europea e Mauritania, firmato nel marzo 2024 e potenziato dall’intervento diretto di Madrid. L’intesa prevede lo stanziamento di oltre 200 milioni di euro per il controllo delle frontiere, il sostegno alle autorita locali nelle intercettazioni e l’azione contro le reti di traffico di esseri umani. Operativamente, la cooperazione include pattugliamenti, operazioni congiunte e attivita di gestione dei migranti direttamente sul territorio mauritano, con l’obiettivo di impedire le partenze verso le Canarie prima che le imbarcazioni arrivino in acque Europee.
Nell’ambito di questo accordo, lo scorso ottobre sono stati inaugurati due centri a Nouadhibou e Nouakchott, finanziati con fondi europei e realizzati dall’agenzia pubblica Fiap, collegata al ministero degli Esteri spagnolo. Ufficialmente pensati per la “prima accoglienza temporanea” fino a 72 ore, questi centri sono stati criticati da alcune inchieste giornalistiche che li hanno definiti come strutture restrittive per migranti. Dispositivi per neonati e la possibilita di trattenere minori accompagnati figurano tra le caratteristiche segnalate, elementi che differiscono dalle pratiche vigenti in centri analoghi in Spagna. La gestione operativa resta nelle mani delle autorita mauritane, con supporto tecnico e logistico spagnolo.
Le differenze
Esistono differenze significative rispetto al modello Italia-Albania. Nel caso italiano l’intervento avviene spesso dopo il soccorso in mare: alcuni migranti vengono trasferiti in centri gestiti dall’Italia in Albania, dove si attivano procedure accelerate di asilo e rimpatrio. La strategia spagnola, invece, mira a intervenire prima, nei Paesi di transito, per impedire che le partenze raggiungano le coste europee, e affida gran parte della gestione alle autorita locali, fornendo finanziamenti, mezzi e formazione.
Sul fronte interno, pochi giorni fa il governo di Sanchez ha lanciato una regolarizzazione straordinaria che potrebbe interessare circa 500.000 persone gia presenti in Spagna. Il provvedimento riguarda chi e entrato prima del 2026, dimostra una permanenza continuativa di almeno cinque mesi e non ha precedenti penali. L’accesso al permesso di soggiorno e lavoro – inizialmente valido per un anno e rinnovabile – richiede, tra gli altri elementi, un impiego o un’offerta di lavoro, legami familiari o una condizione di vulnerabilita. Il 18 aprile il gruppo ECR ha inviato una lettera formale a Ursula von der Leyen e al commissario per gli Affari Interni, esprimendo preoccupazione che una sanatoria poco rigorosa possa creare un effetto attrattivo (“pull factor”) e favorire spostamenti secondari verso altri Paesi Schengen.
Un tratto distintivo della regolarizzazione spagnola e il profilo dei beneficiari: oltre il 70% sono migranti provenienti dall’America Latina, in prevalenza ispanofoni (Colombia, Peru, Venezuela, Honduras, Ecuador) e in maggioranza cattolici. Lingua e religione comuni possono facilitare l’integrazione rispetto a flussi diretti verso altri Paesi europei dove la composizione religiosa e linguistica e diversa. Osservatori sottolineano che la condivisione linguistica riduce barriere immediate, mentre l’appartenenza al cattolicesimo favorisce l’accesso a reti di supporto della Chiesa spagnola, come Caritas e le parrocchie, che hanno sostenuto la misura.
