US-Iran talks stall as Trump vows to open Strait of Hormuz without Tehran

I colloqui tra Stati Uniti e Iran si sono aperti a Islamabad in un clima teso. La tregua di 14 giorni resta in vigore per il momento ma appare fragile, resa incerta da messaggi contraddittori provenienti da Teheran e dalla Casa Bianca.

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L’Iran ha posto una richiesta inattesa riguardo ad alcuni presunti “asset bloccati”, mentre il presidente americano ha minacciato una ripresa letale degli attacchi se i negoziati falliranno. Un funzionario statunitense ha riassunto cosi la situazione: “Non siamo ancora d’accordo su cosa negoziare”. Intanto i media israeliani riferiscono che l’esercito si starebbe preparando all’eventualita di un fallimento delle trattative e a una ripresa delle ostilita.

Composizione delle delegazioni

La delegazione statunitense e guidata dal vice presidente JD Vance e comprende l’inviato speciale Steve Witkoff, Jared Kushner e il comandante del Centcom Brad Cooper. Per l’Iran guidano i colloqui il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf; con loro ci sono il segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale Mohammad Bagher Zolghadr, il vice ministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi, il segretario del Consiglio di difesa Ali Akbar Ahmadian, il governatore della Banca centrale Abdolnaser Hemmati e alcuni parlamentari.

Le dichiarazioni di Trump

Per il presidente americano l’obiettivo principale e la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’interruzione del programma nucleare iraniano. Rispondendo ai giornalisti prima di partire per la Virginia, Trump ha detto: “Apriremo lo Stretto, con loro o senza di loro. E lo faremo presto. L’obiettivo numero 1 e impedire che l’Iran abbia armi nucleari”. Ha aggiunto che, se i negoziati non porteranno a un accordo, gli Stati Uniti dispongono di armamenti avanzati pronti all’uso: “Se non raggiungeremo un accordo, le useremo, e le useremo in modo molto efficace”.

In post sul social Truth Trump ha anche scritto che gli iraniani non avrebbero molte leve se non la possibilita di esercitare pressioni a breve termine sulle vie di comunicazione marittime. Gli Stati Uniti considerano la riapertura dello Stretto una condizione essenziale per la tregua: il passaggio navale interessa il commercio di circa il 20% del petrolio mondiale. Secondo D.C., il traffico e ripreso solo gradualmente e Teheran non ha escluso l’introduzione di pedaggi sulle rotte. “L’unico motivo per cui gli iraniani sono ancora in vita oggi e negoziare”, ha detto Trump, che ha anche attaccato la capacita iraniana di gestire i media e le pubbliche relazioni.

Movimenti militari e rinforzi

La possibilita di un ritorno alle ostilita non e esclusa. Mentre proseguono i negoziati, gli Stati Uniti avrebbero inviato ulteriori mezzi e personale in Medio Oriente, riporta il Wall Street Journal: caccia e aerei d’attacco sono giunti nella regione, e nei prossimi giorni potrebbero arrivare tra 1.500 e 2.000 paracadutisti della 82esima Divisione Aviotrasportata. La portaerei USS George H.W. Bush e le unita di scorta sono partite dalla Virginia a fine marzo e si trovano nell’Atlantico; la USS Boxer e le sue scorte, con l’11esima Unita di Spedizione dei Marines, sono salpate dalla California a meta marzo e sono nel Pacifico. Le navi impiegheranno probabilmente piu di una settimana prima di raggiungere l’area mediorientale.

Teheran e la richiesta imprevista

A poche ore dall’inizio dei colloqui, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha sottolineato che due condizioni concordate non sono state ancora attuate: il cessate il fuoco in Libano e lo sblocco di presunti asset iraniani bloccati prima dell’apertura delle trattative. Secondo Ghalibaf entrambe le misure dovrebbero essere rispettate prima dell’avvio negoziale. L’Iran chiede la fine degli attacchi israeliani sul Libano, sostenendo che anche Beirut rientri nella tregua, posizione contestata da Stati Uniti e Israele. Media sauditi riferiscono che l’inizio dei colloqui a Islamabad potrebbe coincidere con un annuncio di cessate il fuoco tra Israele e Libano, in vista di negoziati diretti programmati per la prossima settimana.

Ghalibaf ha parlato in termini vaghi di “asset bloccati”, probabilmente riferendosi a beni congelati in passato a seguito di sanzioni imposte dagli Stati Uniti e da altri Paesi occidentali. Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha recentemente dichiarato: “Sappiamo dove sono i conti bancari dei leader iraniani, vengono congelati”. Ghalibaf potrebbe dunque fare riferimento a provvedimenti adottati nelle ultime settimane; il tema degli asset congelati non compare pero in modo esplicito nel piano in 10 punti che dovrebbe costituire la base dei negoziati a Islamabad.

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