Ucraina pensa a candidatura con Polonia per i Mondiali 2040

04 settembre 2026 | 17.02

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Ucraina e Polonia stanno valutando una candidatura congiunta per ospitare i Mondiali di calcio, mirando alla prima edizione disponibile negli anni Quaranta del secolo. Lo ha dichiarato a Politico il ministro ucraino dello Sport, Matvii Bidnyi, spiegando che, dato che la prima data utile per il torneo è lontana, è necessario cominciare a pianificare fin da ora. Secondo Bidnyi l’esperienza comune degli Europei del 2012 rende logica una nuova collaborazione e la proposta potrebbe anche essere utile per attrarre investimenti; fonti informate riferiscono che anche la Polonia sta prendendo in considerazione l’ipotesi.

L’iniziativa si inserirebbe nel più ampio programma di ricostruzione dell’Ucraina dopo la guerra, che ha danneggiato gravemente infrastrutture sportive e stadi. Esemplare è il caso della Donbas Arena di Donetsk, sede di cinque partite di Euro 2012: dopo l’escalation del conflitto nel Donbass nel 2014 e il controllo della zona da parte dei separatisti filorussi, lo Shakhtar Donetsk è stato costretto ad abbandonare la città e lo stadio è stato colpito dai bombardamenti, senza che il club vi sia più tornato.

Bidnyi ha sottolineato che l’Ucraina continua a puntare a grandi obiettivi sportivi come parte della sua cultura nazionale e del processo di sviluppo, pur riconoscendo che una candidatura ufficiale dovrebbe partire dalle federazioni o dalla comunità sportiva. Ha quindi posto l’accento sulla necessità di un impegno organizzativo e di lungo termine per rendere realizzabile una proposta di questo tipo.

La proposta arriva tuttavia in un periodo di tensioni politiche tra Kiev e Varsavia. A giugno il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha intitolato un’unità militare agli «Eroi dell’Upa», riferendosi all’Esercito insurrezionale ucraino; la decisione ha suscitato forti reazioni in Polonia, dove sono ricordati gli eccidi di civili polacchi avvenuti in Volinia e nella Galizia orientale tra il 1943 e il 1944. In risposta, il presidente polacco Karol Nawrocki ha ritirato a Zelensky una massima onorificenza dello Stato e ha minacciato di ostacolare l’avanzamento dell’Ucraina verso l’Unione Europea in assenza di scuse ufficiali.

Nel dibattito parlamentare ucraino, Vasyl Mokan, vicepresidente della commissione per la Gioventù e lo Sport, ha definito l’idea di una candidatura congiunta «convincente e ricca di potenziale», indicandola come un simbolo della solidarietà europea con l’Ucraina. Allo stesso tempo ha avvertito che, prima di poter organizzare un Mondiale, saranno necessarie condizioni preliminari: la fine del conflitto, una pace giusta e duratura e garanzie di sicurezza credibili e a lungo termine; senza questi requisiti, ha concluso, sarebbe prematuro discutere l’effettiva ospitalità di un torneo del genere.